Giorno della Memoria, l'omaggio del sindaco Arena nel luogo della deportazione di una famiglia ebrea

VITERBO - "Ho ritenuto giusto e doveroso, anche da solo, a nome della città di Viterbo, rendere omaggio a questa famiglia che, insieme a tante altre, ha perso la vita tra gli orrori di quella tragica pagina di storia”. Così il primo cittadino.
VITERBO – 27 gennaio, Giorno della Memoria. Il sindaco Giovanni Maria Arena ha deposto questa mattina un cuscino di fiori in via della Verità, davanti all’abitazione di Emanuele Vittorio Anticoli, Bruno Di Porto e Letizia Anticoli, per onorare la famiglia ebrea che trovò la morte nei campi di concentramento ad Auschwitz e Mauthausen nel 1944.
“Quest’anno, per i motivi che tutti ben sappiamo, non è stato possibile organizzare cerimonie commemorative – ha ricordato il sindaco -. Ho ritenuto giusto e doveroso, anche da solo, a nome della città di Viterbo, rendere omaggio a questa famiglia che, insieme a tante altre, ha perso la vita tra gli orrori di quella tragica pagina di storia”.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
di Roberto Pomi
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
di Roberto Pomi
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.


















