Giorno del Ricordo, i viterbesi rendono omaggio alla memoria
cerimonia giorno del ricordo 2026 a Viterbo
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Da piazza del Teatro si è mosso il corteo composto da circa 250 persone che ha raggiunto piazza Martiri delle foibe istriane, dove è stato reso omaggio al cippo che ricorda Carlo Celestini.

VITERBO – Si è svolta questa domenica 8 febbraio la manifestazione in occasione del Giorno del Ricordo. Ricordate le vittime italiane della strage di Vergarolla del 1946.

Da piazza del Teatro si è mosso il corteo composto da circa 250 persone che ha raggiunto piazza Martiri delle foibe istriane, dove è stato reso omaggio al cippo che ricorda Carlo Celestini, uno dei 15 viterbesi vittime della violenza comunista slava.

Hanno preso parte alla cerimonia il presidente della provincia Alessandro Romoli; la sindaca di Viterbo Chiara Frontini; la parlamentare europea Antonella Sberna; il deputato Mauro Rotelli e il consigliere regionale Daniele Sabatini. Presenti, come sempre, le rappresentanze e i labari delle associazioni combattentistiche e d’arma. Inoltre, è stata data lettura di un messaggio del Presidente Nazionale dell’ANSI, Gaetano Ruocco, iscritto al Comitato e che non ha potuto presenziare all’evento.

Il Referente provinciale e dirigente nazionale del C10F, Maurizio Federici, in occasione dell’ottantesimo anniversario ha ricordato la strage avvenuta a Vergarolla. “Il 18 agosto 1946 un’esplosione sulla spiaggia di Pola causò la morte di cento italiani, molti dei quali bambini – ha detto Federici – il nostro pensiero va a questi Martiri, vittime di un attentato che provocò l’esodo del 90% della popolazione di Pola. Chiediamo che il Ministro degli Esteri italiano e quello croato partecipino insieme alla cerimonia che si svolgerà in agosto a Pola e si possa finalmente fare luce su un attentato che è stato troppo in fretta dimenticato.”

“Ancora oggi c’è chi contesta il Giorno del Ricordo, istituito con la legge 92 del 2004 – dichiara Silvano Olmi, presidente nazionale del Comitato 10 Febbraio– a Genova la piazza dove si svolge abitualmente la cerimonia commemorativa è stata incredibilmente concessa a un’organizzazione che nella città della Lanterna detta legge. A Reggio Emilia un gruppetto è stato autorizzato a occupare una piazza attigua a quella dove si tiene il ricordo dei Martiri e degli Esuli e la cerimonia organizzata dal Comitato 10 Febbraio è stata disturbata da urla isteriche e musica ad alto volume. Cercano di zittirci – ha concluso il Presidente Olmi – ma le donne e gli uomini del Comitato 10 Febbraio non si fanno intimidire e proseguiranno a esprimere le proprie idee, democraticamente e civilmente, come garantisce la Costituzione della Repubblica Italiana”.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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