'Giorno del ricordo' - commemorazione a Porta Faul, davanti al cippo all'infoibato viterbese Celestini
foibe
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Domani la manifestazione ufficiale per non dimenticare la tragedia delle foibe carsiche, dove persero la vita tantissimi italiani in uno dei tanti dolorosi capitoli legati alla seconda guerra mondiale. Appuntamento alle 11.30 presso il cippo intitolato a Carlo Celestini, viterbese vittima delle foibe.

‘Giorno del ricordo’, appuntamento domani (domenica 8 febbraio) alle ore 11.30 in largo Martiri delle foibe istriane (zona Valle Faul). Il momento commemorativo si svolgerà, come ogni anno, presso il cippo che ricorda il sacrificio del viterbese Carlo Celestini. Una manifestazione ufficiale alla presenza degli amministratori locali, dei gonfaloni di Provincia e Comune e dei labari delle associazioni combattentistiche e d’arma.

“Siamo disponibili a tenere incontri nelle scuole di Viterbo e provincia per spiegare ai giovani la tragedia delle foibe e l’esodo di 350mila italiani dall’Istria, da Fiume e dalla Dalmazia”, così il presidente del ‘Comitato 10 Febbraio’ di Viterbo Maurizio Federici e il segretario Silvano Olmi, esprimono disponibilità a organizzare incontri con gli studenti nelle scuole, per celebrare il ‘Giorno del ricordo’, istituito con legge 30 marzo 2004, n.92 per ricordare le vittime delle foibe, l’esodo giuliano-dalmata e le vicende del confine orientale d’Italia.

“Il ministro dell’istruzione Stefania Giannini ha firmato una circolare – ricorda Maurizio Federici – con la quale invita tutte le scuole italiane, di ogni ordine e grado, a organizzare iniziative per ricordare la tragedia delle foibe in occasione del ‘Giorno del ricordo’, ovvero il 10 febbraio. Noi siamo disponibili a dare il nostro contributo di conoscenza, in particolare sulla tragica fine di quattordici nostri conterranei vittime della pulizia etnica operata dai partigiani comunisti di Tito”.

Il Comitato 10 febbraio di Viterbo può essere contattato via mail all’indirizzo viterbo@10febbraio.it o telefonicamente al numero 339.5974652.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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