Giornata mondiale della Radio, il Da Vinci ospita un evento con Elettra Marconi
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VITERBO- L'11 febbraio nell'aula magna dell'istituto tecnico tecnologico si ripercorrerà la storia che ha reso grande la radio

VITERBO-Ricorre quest’anno la nona giornata mondiale Unesco della radio, nata a seguito di una richiesta dell’accademia radiofonica spagnola del 20 settembre 2010, proposta accolta dal comitato esecutivo dell’Unesco, per celebrare un mezzo di comunicazione che, nonostante l’avvento di internet, ha continuato a essere una importante piattaforma di libertà, di espressione e di dibattito. A oggi, nonostante la sua età centenaria, rimane il mass media più diffuso al mondo, in grado di raggiungere più persone in più luoghi rispetto a qualsiasi altro mezzo.

L’11 febbraio, nell’aula magna dell’istituto tecnico tecnologico Leonardo Da Vinci, si svolgerà un evento patrocinato dall’Unesco relativo alla giornata mondiale della radio, con inizio alle 11. Sarà presente come ospite d’onore Elettra Marconi, che saluterà le personalità presenti e parlerà del miracolo tecnologico con il quale suo padre Guglielmo rivoluzionò la storia.

Interverranno come relatori Emanuele D’Andria (presidente Amsat), Livio Spinelli (parco G. Marconi di Santa Marinella), Gianni Cancellieri (docente dell’università di Ancona), Alessandro Carelli (sales manager communication Jvc Kenwood), Jasmin Rauseo (istituto di scienze polari del Cnr di Montelibretti) e Giuseppe Biagi (nipote del marconista responsabile del salvataggio dei superstiti del dirigibile Italia).

L’evento è stato realizzato dalla lega navale italiana lago di Bolsena e dall’Itt Da Vinci, in collaborazione con il parco G. Marconi e la sezione della Lni di Santa Marinella.

Una cosa è subito evidente: nonostante i suoi quasi cento anni, la radio vive oggi un periodo di rinnovata giovinezza e continua ad essere, tra i mezzi di comunicazione, uno dei più amati, amato ancora di più da coloro che non hanno la possibilità di poter vedere le immagini e hanno adottato la radio come il mezzo comunicativo per eccellenza, perfettamente accessibile.

Esiste addirittura una branca della scienza, una nuova area della psicofisiologia, la neuropsicofonia, che studia la relazione tra suono, frequenza, mente e cervello, e si occupa del benessere mentale e fisico attraverso l’ascolto di particolari frequenze acustiche e toni binaurali.

La radio a tutt’oggi rappresenta un fondamentale ponte di comunicazione per comunità remote, per regioni in via di sviluppo e popolazioni in situazioni vulnerabili. Basti pensare che è l’unico mezzo di comunicazione utilizzato in caso di emergenze o calamità, con un’immediata accessibilità alle frequenze speciali designate.

Secondo il giudizio del filosofo Henry Bergson: “La comunicazione avviene quando, oltre al messaggio, passa anche un supplemento di anima”. Per Marilyn Monroe: “Non è vero che non avevo niente, ho avuto la radio!”. Per Steve Allen “La Radio è il teatro della mente”. Per dirla con poche parole: la radio informa, trasforma e ci unisce.

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Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti ...
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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