Giornata di scontro campale, nella notte i risultati
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Ventuno comuni e tre realtà parecchio significative come Montefiascone, Vetralla e Orte chiamate al rinnovo. Una domenica di fuoco nel Viterbese, soprattutto per quelli con la "passionaccia" della politica.

Ventuno comuni e tre realtà parecchio significative come Montefiascone, Vetralla  e Orte chiamate al rinnovo. Una domenica di fuoco nel Viterbese, soprattutto per quelli con la “passionaccia” della politica.

Una campagna elettorale serrata, dove è stato messo in gioco di tutto: le amicizie, i rapporti di parentela, le idee, le personalità. Tanti gli scommettitori, ben 65 i candidati per la fascia tricolore de vari comuni. Uno stuolo di aspiranti consiglieri e fiumi di parole riversate sui giornali durante la campagna elettorale.

Tante le situazioni di corpo a corpo, i cambi di casacca, le spaccature. Tanti ex sindaci che tentano di imboccare la strada di ritorno per il palazzo comunale. Da Francesco Battistoni a Proceno, a Gemini Ciancolini a Vitorchiano, passando per Lina Novelli a Canino Domenico Tarantino a Soriano e Dino Primieri a Orte.

C’è chi si gioca la carta dell’esperienza, quello più avanzato con l’età è il 73enne Franco Coppari di Vetralla, e chi l’entusiasmo dei giovani. E il titolo di candidato sindaco più giovane spetta a Pietro Venturini, candidato a Montefiascone per il Movimento Cinque Stelle.

E proprio i Cinque Stelle sono l’incognita che più incuriosisce. A livello nazionale secondo partito del Paese e a livello locale, fino a oggi, non hanno prodotto grandi risultati. I loro aspiranti sindaci sono in corsa a Montefiascone appunto, ma anche a Vetralla con Lorena Ciucci, Fabrica di Roma con Davide Frate, Vitorchiano con Francesco Proietti e a Soriano con Maurizio Annesi.

 

Fotomontaggio: ideazione Roberto Pomi, realizzazione grafica Luca Appia

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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