Giornata del Rifugiato: "Associazioni come l'Arci vanno evidenziate"
Michelini-Capo
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Nei territori non è facile arrivare, ma poi piano piano con una accoglienza diversa e diffusa Arci riesce a portare avanti il proprio lavoro con successo. Un lavoro che ad oggi coinvolge 11 Comuni della Tuscia.

Circa 150 di rifugiati accolti in 6 progetti Sprar in 11 Comuni della Tuscia. Arci Solidarietà Viterbo Onlus ha presentato oggi una serie di iniziative in occasione della Giornata mondiale del rifugiato, con la contestuale consegna dei patentini per i muletti per alcuni rifugiati accolti.

Marco Trulli, presidente regionale dell’Arci e Alessandra Capo, direttrice di Arci Solidarietà Viterbo Onlus, hanno puntato il dito contro il linguaggio dell’odio. “A noi – dicono – spetta una missione controcorrente”. Difficile quando la Lega utilizza e sdogana certi linguaggi.

Nei territori non è facile arrivare, ma poi piano piano con una accoglienza diversa e diffusa Arci riesce a portare avanti il proprio lavoro con successo. Un lavoro che ad oggi coinvolge 11 Comuni della Tuscia.

Presente anche il sindaco uscente Leonardo Michelini: “Associazioni che svolgono questo ruolo in un momento difficile come questo vanno evidenziate e ricordate”.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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