Giornalista del Telegraph racconta la via Francigena: "Lo splendore del lago di Bolsena e la maestosità dell'anfiteatro di Sutri"
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“Una terra piena di tesori”. Così definisce il Centro Italia che è possibile scoprire grazie alla via Francigena il Telegraph.

“Una terra piena di tesori”. Così definisce il Centro Italia che è possibile scoprire grazie alla via Francigena il Telegraph.

 

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Il prestigioso giornale inglese racconta, in un lungo e ben costruito servizio, come godere al meglio di una bella vacanza in bicicletta proprio sul tracciato dell’antica via dei pellegrini. A convincere Adam Ruck, giornalista che si occupa principalmente di viaggi, sono soprattutto le bellezze naturali della Penisola, oltre alla possibilità di svolgere in mountain bike un itinerario da quasi mille chilometri che attraversa altrettanti secoli di storia dell’umanità.

Dai colli del Gran San Bernardo sino Roma, la Via Francigena è stata tracciata nel 990 d.C. dall’arcivescovo Sigerico di Canterbury e portava i fedeli in pellegrinaggio nello Stato Pontificio, costituendo per secoli un obbligo quasi immancabile per ogni cristiano. Nonostante il passare del tempo, la rotta ha preservato tutto il suo fascino, incantando anche Adam Ruck, che però ha voluto intraprendere un percorso molto più breve rispetto a quello dei pellegrini di un tempo, partendo dalla Toscana per dirigersi nel cuore del Lazio.

Il giornalista si è affidato a un’agenzia di viaggi per lasciarsi immergere nella magia della via Francigena e nel suo articolo descrive minuziosamente ogni dettaglio del viaggio, dall’equipaggiamento dei compagni di bicicletta ai pasti effettuati.

Il Lago di Bolsena, per il giornalista, è uno “specchio risplendente”, mentre ristorarsi sul belvedere di Montefiascone diventa un vero e proprio toccasana.

Anche se la vacanza presso la via Francigena non è stata perfetta – il corrispondente, ad esempio, ha provato un momento di sconforto quando le forze dell’ordine hanno impedito al gruppo di pranzare al sacco nel centro storico di Viterbo -, la maestosità di luoghi come l’anfiteatro etrusco di Sutri lo hanno ripagato di tutto.

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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