Giorgio Grani presidente dell’associazione giovani agricoltori
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VITERBO -Nei giorni scorsi l'elezione nella sede di Confagricoltura Viterbo - Rieti

VITERBO – Nei giorni scorsi presso la sede di Confagricoltura Viterbo – Rieti si è proceduto al rinnovo della sezione interprovinciale di Viterbo e Rieti dell’associazione Nazionale giovani agricoltori che ha visto l’elezione a presidente di Giorgio Grani.

Il giovane imprenditore agricolo ha 28 anni e da sempre ha dimostrato interesse per l’azienda di famiglia, sita nel Comune di Viterbo, che oggi gestisce a pieno titolo secondo i principi dell’agricoltura biologica nella produzione di olio e miele. Istruttore di equitazione, fonda e gestisce un centro ippico federale.

“Sono orgoglioso ed entusiasta per la carica ricevuto. Questo è un momento storico molto importante per ridare impulso all’Anga visto il grande ritorno alla terra di noi giovani.

Noto infatti con piacere l’avvicendarsi in campo agricolo delle nuove generazioni, la nostra, che riesce con una visione più dinamica e tecnologica ad allargare la mentalità delle nostre aziende spingendole con entusiasmo e vitalità verso il progresso senza però mai trascurare, ma facendo tesoro, delle tradizioni e dell’esperienza tramandataci dai nostri genitori.

Questo sarà un importante confronto tra giovani e futuri imprenditori agricoli, occasione per poter creare nuovi rapporti di lavoro e non da meno di amicizia. Tutti insieme saremo il portavoce di un gruppo giovane con voglia di fare, pronti a mettersi in discussione, a valorizzare le nostre attività e a difendere i nostri diritti”.

Queste le parole del neopresidente Giorgio Grani al quale auguriamo a lui personalmente ed a tutto il nuovo consiglio un fattivo lavoro.

 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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