
VITERBO – “Un vero e proprio inferno, da cui è difficile uscire”, questo è il gioco d’azzardo nella definizione di Claudio Cardinali. Per venticinque anni giocatore: dai cavalli alle slot, passando per le carte il bigliardo e altro. Fuori dal problema da sei anni, grazie a un gruppo di mutuo auto aiuto. Oggi vicepresidente di ‘Non T’azzardare’, associazione che va nelle scuole per sensibilizzare gli adolescenti sul problema.
Come è iniziata la tua storia col gioco d’azzardo?
“Giocavamo la Tris tra colleghi il venerdì. Un giorno sono andato a giocare la Tris in una sala corse da solo. Mentre vado alla cassa una signorina mi dice che dovevo tornare il giorno dopo perché non era possibile fare quella giocata al momento. Avevo già le diecimila lire in mano. Mi guardo in giro e correvano i cavalli su cui puntavamo sempre. Mi gioco quei soldi e avrei vinto 565mila lire in caso di loro trionfo. Ero profano del gioco dei cavalli. A un certo punto partono come se li avessi guidati io. Il mio demonio del gioco d’azzardo è arrivato lì. Vinco.
Ci pagai l’ultima rata della macchina. Ero sempre stato un sano risparmiatore negli anni. Poi ho riprovato e si sono aperti davanti a me quattro anni trascorsi quasi interamente nelle sale corse. Ci ho perso 50 milioni delle vecchie lire”.
Poi cosa è successo?
“Interrompo per un paio d’anni, poi inizio a giocare a carte nelle bische a Roma. Da Zecchinetta a Calabraghe a Ramino Pocherato, tutti giochi pesanti. Per diversi anni ho partecipato a questo. Mi sono accorto che stava diventando una cosa impossibile. Mi sono sposato e ho interrotto il gioco per un paio d’anni. Una sera metto un euro dentro la slot e vinco. La sera dopo rivinco. In una settimana vinsi 600 euro, è stato un ricominciare e mi sono fatto davvero male. Ho visto crescere mia figlia senza rendermi conto che non le stavo dando nulla. Mi stavo dilaniando l’anima tanto che ho finito per pensare al suicidio. Stavo in una vita parallela. Dormivo e non vedevo l’ora di svegliarmi per giocare”.
Quanti soldi hai buttato?
“Trecentomila euro sicuri”.
Quante storie così ci sono in giro?
“Da sei anni frequento un gruppo di mutuo auto aiuto. Ora mia figlia ha ritrovato un padre. C’è tanta gente che è in seria difficoltà e tanti non si accorgono di avere il problema”.
Il più giovane che hai conosciuto?
“Un ragazzo che a sedici anni aveva cominciato a giocare pesante per le sue tasche. tanto che aveva iniziato a rubare in casa, l’ho fatto anche io”.
Quali sono i rischi per i più giovani?
“La smania di procurarsi il denaro porta a furti, spesso a spaccio e in alcuni casi sfocia nella prostituzione”.
Come si può aiutare una persona vicina che ha questa problematica?
“Come con l’alcol e la droga la dipendenza è forte. Tutto dipende dalla persona che ha il problema, deve sviluppare consapevolezza che è il caso di farsi aiutare”.
Come ti accade di diventare ludopatico?
“Accade in diverse forme ma la cosa che ti frega è la prima volta che vinci. Lì apri la porta di quell’inferno dantesco che poi ti assorbe. Se ti piace l’adrenalina della vittoria, la scommessa, la vincita di denaro vieni preso dal delirio di onnipotenza. Se non riesci a fermarti e riflettere su quello che ti sta accadendo e ti lasci trascinare negli anni diventi un azzardopatico a tutti gli effetti”.
Cosa prova un giocatore, perché ripete il gesto più e più volte?
“Lo ripeti perché hai scoperto il piacere della vincita. Quella botta di adrenalina che ti arriva, come quando ti lanci col paracadute. Anche la paura di perdere il denaro che hai puntato … quando vinci l’adrenalina ti cattura”.
Come si definisce uno scommettitore compulsivo?
“E’ qualcuno alla ricerca continua del denaro per poter praticare l’azzardo: la scommessa, le slot, qualsiasi tipo di gioco d’azzardo. Diventi così quando non riesci più a gestire la tua vita ma ti gestisce il gioco d’azzardo. Eviti ogni tipo di aiuto perché hai paura di essere giudicato, si crea omertà. I familiari stessi sottovalutano questo aspetto e diventano complici del giocatore perché tendono a giustificarlo. L’azzardopatico è poi un grande manipolatore. Tanto è vero che chiede soldi di continuo e li sa chiedere, magari non li sa più ridare…”.
Cosa scatta nella testa e come se ne esce?
“Se ne esce dopo aver fatto danni economici ma anche a livello personale, come sull’autostima. Vai a fare del male a persone a te care, diventi una persona che ti schifi da solo. Non riesci più neanche a guardarti allo specchio”.
Può accadere a chiunque o c’è una predisposizione?
“C’è una predisposizione ma può capitare davvero a tutti. Io magari non ho mai avuto piacere particolare nel bere o nel fumare o nel drogarmi. Ho sempre avuto paura di perdere il controllo. L’adrenalina del gioco invece si è rivelata una cosa che mi piaceva”.
Cosa è ‘Non T’azzardare’?
“Non T’azzardare è un’associazione, di cui sono vicepresidente, e doniamo il nostro tempo a chi vuole ascoltarci. Girando soprattutto le scuole e avvisando gli adolescenti di quello che può accadere”.
Come ti accorgi che il gioco d’azzardo si sta impossessando di qualcuno vicino a te?
“Vedi la persona assente. Vedi che non sta pensando a quello che tu dici, cambia. Sempre più diventa schivo, sempre di più ha da fare altre cose. Diciamo ai genitori di stare attenti ai loro figli quando cambiano comportamento”.
E’ sottovalutato dalle istituzioni il problema?
“Volutamente sottovalutato”.
I meccanismi, come funziona il gioco d’azzardo?
“Da ventidue anni a questa parte hanno capito che si poteva costruire un’industria dai guadagni illimitati. Il gioco cresce del 10-15% all’anno in Italia. Un affare da miliardi di euro. Hanno ingaggiato psicologi e matematici leader in questi settori per creare un meccanismo sempre più coinvolgente. Soprattutto sono colpite le nuove generazioni, così distruggiamo il futuro di tanti ragazzi. I giochi sul web sono i peggiori. Ti fanno vincere all’inizio e ti accendono il demone, finisci per trovarti in un gioco più grande di te e da cui non puoi uscire vincente”.
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