Giochi rotti alla materna del Pilastro, Achilli (FdI): "La sindaca intervenga"
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VITERBO - "Perché da oltre un anno e mezzo i giochi sono rotti e non si è ancora provveduto a sistemarli?".

VITERBO – “Mentre la sindaca Frontini annuncia trionfalmente nuovi parchi giochi in città la situazione alla scuola materna del Pilastro è sempre più preoccupante e non si comprende proprio cosa aspetti il Comune a intervenire”. Così il consigliere a Palazzo dei Priori di Fratelli d’Italia Matteo Achilli.

“Chiediamo alla prima cittadina di smetterla con i toni trionfalistici e di tornare con i piedi per terra – continua Achilli -. Alla scuola materna del Pilastro cosa aspetta a intervenire? Perché da oltre un anno e mezzo i giochi sono rotti e non si è ancora provveduto a sistemarli? Con l’arrivo della primavera le bambine e i bambini che frequentano la materna del Pilastro non potranno giocare all’aria aperta perché il parco giochi è praticamente inagibile.

Invito pertanto la sindaca e l’assessore competente a procedere al più presto con i necessari interventi, o quantomeno a spiegare il perché di questa prolungata inerzia nel risolvere il problema, che interessa la nostra città sopratutto in luoghi dove i bambini hanno la possibilità di svagarsi durante le ore a scuola. Ribadiamo con forza che la città non ha bisogno di slogan e propaganda ma di un’azione capace per risolvere i problemi con i fatti e non con i monologhi”.

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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