Gian Fabrizio Moschini è il nuovo capo della squadra mobile
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VITERBO – Polizia di Stato. Ha preso il posto di Donato Marano, trasferito a Potenza

VITERBO – Il vicequestore aggiunto Gian Fabrizio Moschini è il nuovo capo della squadra mobile della Questura di Viterbo.

Prende il posto di Donato Marano, che ha assunto l’incarico di dirigente della squadra mobile di Potenza.

Moschini, nato ad Arezzo il 22 aprile 1975, laureato in giurisprudenza e lettere moderne, è funzionario di polizia dal 2008 e ha prestato servizio al reparto mobile di Bologna e alla questura di Prato, dove ha diretto l’ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico.

Trasferito alla questura di Treviso, da gennaio 2014 ha diretto la Digos per poi ricoprire l’incarico, da dicembre 2015 a oggi, di vice dirigente della Digos di Venezia, responsabile della sezione antiterrorismo.

 

Al Dott. Moschini i migliori auguri di buon lavoro da parte della redazione de La Fune.

 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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