Giampieri-Grancini (FdI): “Dopo lo sgombero del rave ci si impegni per i risarcimenti”
Gianluca Grancini
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VITERBO - "Un vero e proprio sfregio alla natura ma anche alle attività economiche  che da anni lavorano faticosamente in quei territori, vandalizzati da un’ondata incontenibile di persone".

VITERBO – “Finalmente, dopo cinque giorni, due morti, diversi ricoverati e danni ambientali incalcolabili, stamattina le forze dell’ordine sono  intervenute per far sgombrare l’area del lago di Mezzano dove, dal 14 agosto, era in corso un mega rave abusivo con migliaia di partecipanti provenienti da tutta Europa”. Così Massimo Giampieri, coordinatore provinciale Fratelli d’Italia, e Gianluca Grancini, capogruppo provinciale Fratelli d’Italia.

Un vero e proprio sfregio alla natura ma anche alle attività economiche  che da anni lavorano faticosamente in quei territori, vandalizzati da un’ondata incontenibile di persone.

Si è consumato uno scempio di immense proporzioni in una zona incontaminata, ricca di bellezze naturali ed archeologiche che ora dovrà essere completamente bonificata.

Dopo lo sdegno è arrivato il momento della conta dei danni: è urgente predisporre dei risarcimenti per tutte le attività economiche che hanno subito un pregiudizio da questa iniziativa e prevedere degli stanziamenti per la bonifica dell’intera area”.

 

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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