
VITERBO – C’è un giallo sull’ultima seduta pubblica della commissione chiamata a decidere la nuova Macchina di Santa Rosa. La seduta, tenuta in una gremita sala d’Ercole, ha visto la commissione elencare in un primo momento i progetti esclusi “perché il motto scelto risultava riproposto sulle tavole o nella descrizione del progetto di Macchina”. Un qualcosa di vietato dal bando d’idee, pena l’esclusione, per scongiurare la riconducibilità del progetto anonimo all’autore.
La commissione elenca così i progetti che non avrebbero rispettato le regole: “esclusi i plichi numero 5, 7, 10, 14 e 11”.
Subito dopo, a distanza di pochi secondi, va avanti e arriva alla graduatoria finale: “primo classificato plico numero 14, 93 punti, architetto Raffaele Ascenzi, motto Dies Natalis”.
Quindi il plico numero 14 è annunciato prima tra gli esclusi e poi dichiarato vincitore. Un’incongruenza che configura un giallo che potrebbe essere spiegato con un errore della commissione al momento della lettura degli esclusi. E sicuramente sarà così ma la questione deve essere approfondita e certificata. Certo è che non avendo ancora potuto vedere nessuno i progetti, che saranno resi noti in una mostra all’Unione, non è dato verificare direttamente che il motto “dies natalis” non sia presente sulla Macchina vincitrice (né nelle tavole né nella relazione del progetto). Può, e deve farlo, sicuramente il dirigente preposto.
Sta di fatto che il plico numero 14, quello poi indicato come vincitore, non viene elencato in apertura della commissione quando la stessa segnala i progetti dove ha riscontrato la presenza di scritte evocative (sulle tavole o nella relazione). Scritte da verificare con l’apertura dell’anagrafica che non coincidano con il motto. I plichi inizialmente indicati come “da verificare” sono i numeri 2, 3, 4, 5, 6, 11,12, 15 e 16. Non c’è il 14, fatto che fa pensare che sulla Macchina (tavole e relazione) non sia presente alcuna scritta in assoluto e non soltanto non sia presente il motto ‘dies natalis”.
Ma è chiaro che, vista l’incongruenza, si rende necessaria una verifica accurata del tutto. Così da fugare ogni dubbio che potrebbe spingere gli eliminati a presentare ricorso, rischiando di impantanare il destino della nuova Macchina.
Vista l’importanza della questione sarebbe il caso che Palazzo dei Priori, fatte le opportune e necessarie verifiche approfondite, specifichi con una nota lo stato delle cose. Anche perché non mettendo mano alla cosa rimarrebbe questa incongruenza nei verbali che sarebbe opportuno evitare per vari motivi. Tanti i progetti esclusi e tanto il malumore di chi è caduto sul non rispetto delle regole del bando che è opportuno, nell’interesse in primis del vincitore Ascenzi e del Comune di Viterbo, fare la massima chiarezza.
A tale proposito potrebbe risultare utile, in una logica di piena trasparenza, immaginare almeno per i primi tre progetti di rendere visibili sia le tavole tecniche sia i documenti della relazione; magari pubblicando il tutto sul portale del Comune di Viterbo.


















