Barelli (Forza civica): “Fuori luogo e offensive le parole del Cda Talete”
Foto Giacomo Barelli
Gli Stati Generali La Fune
VITERBO - Il consigliere: “Respingo al mittente ogni tentativo di intimidazione politica più o meno velata e personalmente non mi farò intimorire ed anzi eserciterò le mie funzioni di consigliere comunale e membro della V commissione di controllo sulle partecipate se possibile con ancora maggiore attenzione e rigore”.

VITERBO – Intervento di  Giacomo Barelli, capogruppo lista civica “Forza Civica”.

“Fuori luogo ed offensive le parole del Cda di Talete nei confronti degli organi deputati al controllo pubblico sull’operato della società.
Respingo al mittente ogni tentativo di intimidazione politica più o meno velata e personalmente non mi farò intimorire ed anzi eserciterò le mie funzioni di consigliere comunale e membro della V commissione di controllo sulle partecipate se possibile con ancora maggiore attenzione e rigore nel rispetto dei cittadini viterbesi che come consiglieri rappresentiamo.

Le affermazioni del Cda della Talete, da cui traspare un certo nervosismo, sono assolutamente sconvenienti, lo ripeto, nel momento in cui attaccano i rappresentanti dei cittadini viterbesi incaricati del controllo sul loro operato. A maggior ragione se questi sono appartenenti a forze civiche difficilmente “controllabili” non rispondendo magari alle logiche dei partiti che da sempre hanno deciso le sorti della Talete con i risultati che oggi vediamo.
Sono i cittadini stessi infatti gli azionisti “di fatto” della Talete, quelli che ci mettono i soldi e quelli a cui si fa danno in caso di cattiva gestione.

A loro nonché eventualmente agli organi dalla legge deputati, qualora richiesti, la società Talete dovrà rendere conto dell’operato, di eventuali ulteriori aumenti, dell’utilizzo e della corretta gestione delle risorse pubbliche nonché di ogni altra attività in relazione alla gestione di un servizio pubblico essenziale come quello idrico.

Lo stato di salute o patologico della società e dunque il suo rating, non trattandosi di una società quotata, non dipende certo da dichiarazioni od opinioni ma da dati e numeri oggettivi sottoposti al giudizio non solo del mercato creditizio ma anche e soprattutto degli organi posti dalla legge come controllori pronti ad attivare o richiedere se del caso tutte le procedure (anche concorsuali se necessario) per evitare che in ipotesi una società continui ad operare all’interno del mercato nonostante non sia più in grado di garantire l’adempimento delle obbligazioni assunte rischiando sempre in ipotesi di alterare il ciclo finanziario e produttivo del sistema economico nel quale è inserita rappresentando in quel caso un vulnus per il mercato con violazione dei principi di uguaglianza e pari trattamento.

Tale controllo deve essere ancora più stringente nel caso come per Talete di società in house a totale capitale pubblico per l’immanente legame che esiste con gli enti pubblici anche in relazione alla possibile violazione dell’articolo 97 della costituzione che impone a ciascuna amministrazione nelle sue singole scelte di orientarsi verso una attenta valutazione delle relative conseguenze economiche e quindi verso un oculato uso delle risorse pubbliche a sua disposizione.

L’unico grave nocumento a cui abbiamo assistito fino ad oggi lo hanno subito i cittadini che sono quelli che ci mettono i soldi nella Talete, costretti a subire aumenti su aumenti a fronte di un servizio ed una gestione lacunosa a cui si aggiungerebbero eventuali ipotesi di danni di cui abbiamo letto e che graverebbero anche sui comuni ed in ipotesi dunque ulteriormente sui viterbesi.

Lo stato della società idrica pubblica, i comportamenti e la gestione della stessa da parte degli amministratori e della politica sono questioni sulle quali i cittadini (di cui i sindaci sono solo i rappresentanti) hanno diritto di essere informati, la verità delle cose non può essere confinata nelle segrete stanze dei partiti e certo non sarà un Cda, sfiduciato dai cittadini prima che dalla politica, a bloccare la nostra attività di lista civica e di rappresentanti dei viterbesi”.

 

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
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