Ghetto per migranti, Troili: “È peggio di Auschwitz”
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Gli Stati Generali La Fune
Troili domanda, nessuno risponde: dalla Prefettura silenzio sui costi di installazione e affitto dell’area per quello che sarà una delle peggiori pagine scritte in questa città, tanto da portare a dire a Troili che lì "è peggio che ad Auschwitz".

Troili domanda, nessuno risponde: dalla Prefettura silenzio sui costi di installazione e affitto dell’area per quello che sarà una delle peggiori pagine scritte in questa città, tanto da portare a dire a Troili che lì “è peggio che ad Auschwitz”. Il presidente della 4a Commissione del Comune di Viterbo Arduino Troili dai microfoni di Sbottonati attacca la Prefettura e critica aspramente la scelta. Dopo il sopralluogo della scorsa settimana (se non hai visto le foto, qui) Troili si aspettava i dati delle spese effettuate per le opere di urbanizzazione fatte nell’area, che non sono arrivati, e ora prepara un ordine del giorno per mercoledì prossimo per chiedere ufficialmente alla Prefettura di fermarsi.

La struttura della Fiera di Viterbo, un’area privata presa in affitto dalla Prefettura, sulla quale sono stati messi dei container (noleggiati) e nella quale verranno ospitati fino a 60 persone in celle di 2,5 metri per 6,5, per circa 15mq a struttura. In ognuna vivranno fino a 4 persone, senza servizi igienici all’interno e con solo una piccola finestra. Per i bagni e le docce bisogna fare decine di metri al gelo per recarsi in altri container. La struttura sarà gestita dalla Ospita Srl, società toscana che si occupa già di accoglienza nell’Alta Tuscia. Insomma tanti i soldi spesi, per creare ciò che tutti non vogliono: un ghetto inaccettabile.

C’è anche chi parla di abuso edilizio, come l’ex sindaco Giulio Marini, ma fino a 90 giorni dall’inizio dell’insediamento sembra possa essere tutto regolare. Troili ha sbottato ieri in diretta per l‘anteprima di Sbottonati: “Ognuno di loro – ha detto – avrà uno spazio piccolissimo e dovrà fare decine di metri per andare al bagno, di inverno, al gelo e all’aperto. Io sono stato più volte ad Auschwitz-Birkenau – ha concluso – e alla Fiera è peggio”.

Gli Stati Generali La Fune
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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