Gettone di presenza in Commissione: "non va ridotto del 30%, ma eliminato"
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Il problema, secondo alcuni amministratori, è lo strumento in sé e non l’incapacità di una alleanza di fare-cose e di utilizzare gli strumenti che la democrazia le mette a disposizione per realizzarle

Io non sono per il taglio del 30% del gettone di presenza delle commissioni, io sono per il taglio del 100%. Che sia chiaro ad ogni collega in Consiglio Comunale”. Il consigliere comunale del Pd Martina Minchella incassa la proposta di Chiara Frontini e rilancia così una battaglia che questo giornale ritiene grave. Una battaglia però che trova il consenso anche di altri politici di centro destra, come il leghista Federico Fracassini, che da tempo chiede di azzerare i rimborsi ai consiglieri.

La logica, dietro a questa proposta, è quella secondo cui nelle commissioni si lavori poco e il lavoro che viene fatto in quella sede alla fine viene ripetuto in Consiglio. Il problema, secondo alcuni amministratori, è lo strumento in sé e non l’incapacità di una alleanza di fare-cose e di utilizzare gli strumenti che la democrazia le mette a disposizione per realizzarle.

Dopo averlo scritto su Facebook lo ha ribadito Martina Minchella ieri mattina a Radio Verde durante Sbottonati ribadendo il concetto. “Nelle commissioni non partecipano tutti, quando si torna in Consiglio si rifà la stessa discussione. Comissioni approfondiscono, ma è un lavoro che non va renumerato. La politica è passione, impegno e sacrificio – ha detto Martina Minchella – quindi vanno convocate dopo l’orario di lavoro dalle 18 alle 22”. Investendo dunque i soldi risparmiati per i consiglieri, negli straordinari dei dipendenti che devono tenere aperti gli uffici.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

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