Geotermico, Tolli (Pd): "La decisione del governo Di Maio-Salvini è un atto di guerra verso la Tuscia"
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VITERBO - Impianto geotermico, il commissario della Federazione Pd Viterbo Luca Tolli dice no.

VITERBO – Impianto geotermico, il commissario della Federazione Pd Viterbo Luca Tolli dice no. “Il Partito Democratico di Viterbo vuole continuare a essere al fianco delle comunità locali che hanno più volte manifestato negli anni ferma e motivata contrarietà al progetto proposto dall’ITW-LKW Geotermia Italia per la realizzazione di una centrale geotermica in prossimità del lago di Bolsena – così Tolli -. La geotermia è considerata una delle forme di energia rinnovabile e pertanto da incoraggiare e sviluppare, ma solo in un quadro di reale sostenibilità ambientale.

In questo caso non ci sono le condizioni minime per procedere: l’alta Tuscia, e tutta l’area del lago di Bolsena, presentano valori altissimi sotto il profilo ambientale, paesaggistico e naturalistico. La vocazione di questi territori non può che essere di natura turistico-ricettiva. L’economia locale si basa su queste certezze, che non possono essere messe in discussione.

Ma, soprattutto, non possiamo permettere che venga cancellata la bellezza per favorire discutibili progetti che in base a diversi studi condotti potrebbero risultare dannosi all’ambiente, alla salute pubblica e alla sicurezza dei cittadini. E’ forte, infatti, la preoccupazione per l’innalzamento della sismicità della zona e per le ricadute sulla complessità del sistema delle risorse idriche di falda e di superficie.

La decisione assunta dal Consiglio dei Ministri del 31 luglio è a tutti gli effetti un atto di guerra mosso dal Governo Di Maio-Salvini nei confronti delle popolazioni e delle amministrazioni locali che sono impegnate da tempo con numerosi atti ufficiali, con la formazione di comitati e con studi di merito a dimostrare i pericoli ai quali verrà esposto il territorio. Attorno a questo progetto non c’è consenso e anche le Istituzioni territorialmente competenti, quali la Provincia di Viterbo le Regioni Lazio e Umbria hanno raccolto le preoccupazioni dei cittadini ed espresso la propria contrarietà. Noi non abbiamo dubbi e daremo pieno sostegno ad ogni iniziativa promossa dai sindaci della zona e dal territorio volta a spingere il governo a negare le autorizzazioni”.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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