Geotermia, spunta un progetto per realizzare una centrale sui Cimini. Il mondo ambientalista in fibrillazione
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Gli Stati Generali La Fune
Una violenta frantumazione delle rocce causata dalla trivellazione potrebbe liberare gas e altre sostanze tossiche intrappolate da millenni sotto terra e così, come accadde anni fa a Latera, creare dei disastri ambientali.

Un piccola S.r.l. di Bolzano, con capitale sociale versato di 11.000 euro, è stata autorizzata dai ministeri competenti, ad effettuare una serie di prospezioni geologiche tra i comuni della Tuscia: Caprarola, Carbognano, Civita Castellana e Ronciglione. Si tratta di eseguire della trivellazioni del terreno fino a circa 3 Km di profondità. Il tutto nella logica di dotare l’Italia entro il 2020 di centrali per la produzione di energia elettrica svincolate dagli apporti esterni di carbone e petrolio.

Un’iniziativa nobile in virtù del risparmio economico derivante dalla riduzione dell’importazione di combustibili fossili. Il problema invece sussiste nella scelta dei siti dove effettuare le perforazioni. Il complesso geologico dei Cimini consta di un suo delicato equilibrio interno, composto da camere magmatiche ormai vuote, da faglie al momento stabili, ma delicate e da molte falde acquifere.

Una violenta frantumazione delle rocce causata dalla trivellazione potrebbe liberare gas e altre sostanze tossiche intrappolate da millenni sotto terra e così, come accadde anni fa a Latera, creare dei disastri ambientali. Qualcuno ricorderà che negli anni a cavallo tra il 1980 e il 1990 l’ENEL e l’AGIP effettuarono una serie di perforazioni nella valle di Latera, vicino al laghetto vulcanico di Mezzano. Da quei pozzi purtroppo uscirono sostanze gassose tossiche imprigionate da millenni sotto terra, tra le quali: CO2, acido solfidrico, mercurio, boro e arsenico. Gli agricoltori della zona ricordano come questi gas, ricadendo sui campi, seccarono centinaia e centinaia di metri di terreno e uccisero decine di pecore.

Non solo: il 22 luglio ’99 una nube tossica colpì addirittura Montefiascone e molte persone finirono in ospedale. A quel punto montò la protesta degli abitanti locali fino a bloccare definitivamente il progetto. L’ENEL e l’AGIP provarono a valutare tutta una serie di adeguamenti e di applicazioni tecnologiche per evitare che questi gas tossici finissero ancora per inquinare l’ambiente esterno, ma i costi per raggiungere tale scopo risultarono troppo eccessivi e, quindi, antieconomici. Pertanto nel 2002 l’impresa finì lì, con una nuova cattedrale nel deserto che oggi fa da testimone Ad una centrale geotermica fallita.

La struttura geologica dei Cimini non si discosta molto da quella della caldera di Latera, per questo motivo Accademia Kronos e la Società Italiana dei Geologi per l’Ambiente (SIGEA), dicono no a questa nuova rischiosa avventura geologica. Anche il comune di Caprarola si è dichiarato contrario. Le motivazioni al no sono molte, prima tra tutte la sicurezza degli abitanti delle zone interessate dai pozzi di prospezione, poi il rischio reale di inquinare le falde acquifere o di abbassarle al punto, come nel caso di Civita Castellana, di interrompere l’erogazione dell’acqua sorgiva che affiora in località il Barco, tra i comuni di Ronciglione e Caprarola ed infine la minaccia che qualche consistente fuoriuscita di gas possa danneggiare o addirittura seccare vaste aree di suolo coperte dai noccioleti.

A fine mese i comuni interessati dovranno consegnare alla Regione Lazio le osservazioni che giustificano il no a queste perforazioni. A tal proposito sul sito web del comune di Caprarola si possono visionare e utilizzare le schede per dare i propri pareri al progetto. Nel frattempo Accademia Kronos e la SIGEA si stanno adoperando per sostenere scientificamente i comuni contrari a questo progetto.

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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