Gente di Civita, i video inviati dai cittadini diventano protagonisti del percorso di candidatura Unesco
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BAGNOREGIO - La prima call to action ideata da Casa Civita, site manager individuata da Comune di Bagnoregio e Regione Lazio, punta a raccogliere video con i racconti di storie, personaggi, memorie e testimonianze del territorio.

BAGNOREGIO – La candidatura de Il Paesaggio Culturale di Civita di Bagnoregio a Patrimonio dell’Umanità vuole essere un momento di condivisione dell’intera comunità bagnorese e dei comuni della buffer zone: Castiglione in Teverina, Lubriano, Civitella d’Agliano e Graffignano.

La prima call to action ideata da Casa Civita, site manager individuata da Comune di Bagnoregio e Regione Lazio, punta a raccogliere video con i racconti di storie, personaggi, memorie e testimonianze del territorio. Nella campagna di comunicazione, che in queste ore sta trovando diffusione sul web, si punta anche a creare un’interazione nipoti-nonni, evidenziando la necessità del rispetto delle disposizioni anti Covid-19, invitando i più giovani a farsi raccontare dai più anziani spaccati del vissuto locale.

Tutto dovrà essere registrato con smartphone e inviato a candidaturacivitadibagnoregio@gmail.com. Il materiale così raccolto sarà archiviato da Casa Civita e utilizzato nelle maniere ritenute funzionali a raccontare al meglio il territorio attraverso iniziative, mostre e diffusione via web.

 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti ...
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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