Genova (Talete): "Il mandato esplorativo primo passo verso il cambiamento di rotta"
Genova
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VITERBO - L’apertura alla ricerca di nuovi soci è stata data questa mattina nella sede della Provincia di Viterbo, presenti il presidente Pietro Nocchi che ha aperto il dibattito e altri 21 rappresentanti dei Comuni interessati fra sindaci, vicesindaci e delegati.

VITERBO – Non è un’apertura al privato, quella di oggi è un via libera a una richiesta di aiuto che sarà rivolta a istituzioni, amministrazioni locali, istituti di credito o appunto partner privati. Non fa differenza”. Parole di Salvatore Genova, amministratore unico di Talete Spa.

L’apertura alla ricerca di nuovi soci è stata data questa mattina nella sede della Provincia di Viterbo, presenti il presidente Pietro Nocchi che ha aperto il dibattito e altri 21 rappresentanti dei Comuni interessati fra sindaci, vicesindaci e delegati.

Al termine dell’incontro il numero uno di Talete ha ringraziato per l’opportunità del “mandato esplorativo omnicomprensivo” a lui affidato al fine di trovare nuove risorse utili alla causa.

“Unico rammarico – ha concluso Genova – quello di aver riscontrato come alcuni soci, pur avendo aderito al progetto di ricostruzione, alla fine si sono astenuti o hanno espresso parere contrario. Il mandato esplorativo diventa così un primo passo verso il cambiamento di rotta quanto mai necessario per chiudere un capitolo e aprirne un altro”.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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