Gay Pride senza Arci Gay
arcigay
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"Manca un manifesto politico e modalità organizzative e il reperimento dei fondi risultano poco trasparenti. Manca inoltre un coordinamento condiviso che consenta un reale coinvolgimento delle associazioni LGBT+ e alleate del territorio"

VITERBO – L’Arcigay non va al Gay Pride in programma per sabato 7 giugno nel centro storico. “Dopo un’attenta valutazione, abbiamo deciso di non aderire all’edizione 2025 della manifestazione. A oggi, infatti, ad appena due giorni dall’evento, non è stato ancora reso
pubblico alcun manifesto politico che espliciti con chiarezza obiettivi, rivendicazioni e visione dell’iniziativa – così in una nota esprime la propria posizione l’Arcigay Peter Boom -. Ci teniamo a precisare che il manifesto non è parte accessoria di una manifestazione, ma ne è, o dovrebbe esserne, il fondamento primo e unico. Inoltre le modalità organizzative e il reperimento dei fondi risultano poco trasparenti, e manca un coordinamento condiviso che consenta un reale coinvolgimento delle associazioni LGBT+ e alleate del territorio.

Arcigay Viterbo fin dalla sua nascita ha puntato alla costruzione di una presenza costante nella comunità locale, con una programmazione annuale fatta di accoglienza, eventi culturali, formazione, sportelli di ascolto e interventi contro le discriminazioni. Proprio per questo sentiamo la responsabilità di sostenere un modello di Pride che nasca da un percorso collettivo, aperto e partecipato, e che sia espressione
autentica della pluralità della nostra comunità.

In questa direzione, abbiamo già proposto e continueremo a proporre la creazione di uno spazio di confronto democratico tra le associazioni LGBT+ e le realtà alleate, capace di favorire la condivisione di idee, buone pratiche, competenze e risorse, e di dare vita a un Pride costruito insieme, a partire da valori comuni inalienabili.

Crediamo in un Pride plurale, transfemminista e intersezionale, che non sia solo un appuntamento simbolico, ma il frutto condiviso di un percorso costruito nel tempo. Un Pride che nasca dall’incontro tra soggettività diverse, si nutra del lavoro quotidiano di disseminazione culturale, accoglienza e lotta alle discriminazioni, e dia forma pubblica a un impegno che ogni giorno semina relazione, visibilità e liberazione”.

 

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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