Garanzia Giovani: nella Tuscia un tirocinio su cinque si è trasformato in contratto
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Il 21% dei partecipanti del viterbese ha ottenuto un contratto, mentre nella Regione il dato si attesta al 10%

Anche per il progetto Garanzia Giovani è arrivato il tempo di fare qualche bilancio, quindi stamattina il Centro Orientamento Lavoro del Comune di Viterbo ha presentato alcuni dati dell’analisi svolta sul progetto negli ultimi 12 mesi. Il dato sicuramente più interessante è quello che riguarda le trasformazioni dei tirocini formativi in contratti di lavoro stabili, a tempo determinato o indeterminato. Dallo studio, infatti, emerge che il 21,37% dei tirocinanti è stato poi assunto dall’azienda in cui ha svolto lo stage.

Un dato che sicuramente non ci mette di buon umore perché se su cinque tirocinanti, uno è stato assunto dall’azienda, significa che comunque poi ce ne sono altri quattro che purtroppo non hanno ottenuto l’impiego sperato. C’è anche da dire, però, che la Tuscia con il suo 21,37% rappresenta quasi un’eccellenza nella regione, dove il dato si attesta intorno al 10%.

Rimangono comunque soddisfatti del risultato dall’amministrazione comunale, anche se lo stesso assessore alle attività produttive, Sonia Perà, ammette che c’è ancora tanto da fare per far ripartire in pieno il lavoro nel viterbese. Ad aprile, infatti, il programma Garanzia Giovani riparte, anche se con qualche modifica. Da quest’anno sarà infatti previsto anche un contributo da parte delle aziende e non più solo dallo Stato. Contributo che potrà poi essere utilizzato come bonus in caso di stabilizzazione del tirocinante.

Entra più nel dettaglio Carmine Di Filippo, direttore del Col di Viterbo, che spiega che nei 12 mesi di analisi sono stati attivati 314 tirocini, dei quali 131 già terminati, 167 ancora in svolgimento e 16 interrotti per problemi tra le parti. Il direttore rimarca sulla differenza nella media di assunzioni tra la Regione e la Tuscia, contando anche 3 ragazzi che al termine dello stage hanno rifiutato l’assunzione.

Anche il sindaco Michelini condivide i propositi della Perà e spera che in questa nuova tornata si possa passare dal 21% al doppio delle assunzioni. Il primo cittadino preme sulla necessità di formare i giovani direttamente sui luoghi di lavoro, perché senza una preparazione specifica non si può sperare di entrare nel mondo del lavoro. Proprio la mancanza di una formazione specialistica, infatti, determina la distanza dal lavoro dei ragazzi, che viene analizzata dai centri per l’impiego quando si fa richiesta per il programma Garanzia Giovani. Secondo i dati, infatti, il 44% dei profili analizzati aveva una distanza alta, mentre il 37% una molto alta dal mondo del lavoro. Il tirocinio in azienda serve anche alla formazione per abbassare questo divario.

 

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