Gallese celebra San Famiano
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GALLESE- Il 7 e l’8 agosto la comunità di Gallese celebra le feste in onore di San Famiano riconosciuto e acclamato santo protettore e patrono della città

GALLESE-Il 7 e l’8 agosto la comunità di Gallese celebra le feste in onore di San Famiano riconosciuto e acclamato santo protettore e patrono della città.

Il santo, dopo aver compiuto il miracolo della sorgente d’acqua in località denominata San Famiano a lungo, il 28 luglio entra in Gallese e tutti lo riconoscono come l’uomo di Dio. Con lui inizia una nuova storia fatta di devozioni popolari e da una sempre più radicata tradizione.

E’ la narrazione di una comunità che, confortata dal suo patrono, vuole guardare avanti con motivazioni più consolidate. San Famiano insegna la strada della solidarietà e dell’altruismo ponendo le basi per una comunità aperta ed accogliente.

“Conservate il mio corpo e vedrete le meraviglie di Dio” è la missione che san Famiano lascia alla Città di Gallese in punto di morte; un impegno che si traduce in uno stile di vita dove il santo non è più qualcuno da custodire nel suo Santuario, ma un esempio da imitare nella quotidianità. San Famiano, nella condizione di povero scelta per darsi tutto al prossimo, ci insegna a vivere con sobrietà eliminando gli sprechi e con scelte essenziali senza correre dietro alle mode del momento.

Il suo esempio è un continuo richiamo a chi ritiene che la domanda su Dio sia inutile o sente l’ansia di Dio ma non sa come cercarlo e dove trovarlo. Egli ci invita a farci “pellegrini” con la volontà di “cercare” per trovare; con l’umiltà di saper “bussare” e la pazienza di saper aspettare che la porta si apra; con la certezza che si può “chiedere” certi di ottenere. Il suo è stato un pellegrinaggio verso gli antichi santuari del Medioevo, non cercati come una meta, ma vissuti come luoghi dove incontrare quel Dio che aveva conosciuto negli studi e mai incontrato nella vita. Vive il pellegrinaggio come una continua conversione per sentirsi libero di salire il “monte della trasfigurazione” per fare l’esperienza di quella luce che illumina senza stordire permettendoci di scoprire nel mondo “Le meraviglie di Dio” rivelate dalla bellezza della creazione e presenti nella ricchezza di quanti cercano autentiche relazione personali.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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