Gal: "Michelini è sindaco banale, fragile, non autonomo"
Insogna
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La mozione di sfiducia vista dalla prospettiva dei consiglieri del Gal parla di un sindaco debole. Il bilancio sui due anni e mezzo alle spalle non è roseo e sebbene la maggioranza abbia retto rimangono le parole non proprio apologetiche dei più.

Il consiglio comunale di ieri, quello interamente dedicato alla mozione di sfiducia verso il sindaco Leonardo Michelini, è alle spalle. E’ andato in scena l’ordinario e il dato è che l’attuale primo cittadino passerà alla storia come il primo della storia della città a subire una mozione di sfiducia.

A commento di quanto accaduto arrivano i consiglieri del Gal. Uomini che sono stati eletti con Oltre le mura, gente che ha portato le proprie preferenze in dote a Michelini e che ora lo hanno scaricato. “Voltagabbana” per qualcuno, gente che ha preso atto di una situazione indigeribile per altri. Sergio Insogna e Francesco Moltoni di fatto hanno valicato il Rubicone e deciso un proprio riposizionamento politico, per il presente e per il futuro.

Ecco la loro analisi del consiglio di ieri: “E’ stata una occasione per fare un dibattito e parlare di cose concrete, dati alla mano. Il dibattito nella maggior parte degli interventi , che rimangono agli atti, ha certificato che sino a oggi Michelini ha fatto poco o nulla, rispetto a quelle che erano le promesse elettorali e le aspettative dei cittadini nei confronti di un personaggio che si era impegnato a fare cose diverse e a rilanciare l’attività amministrativa in tutti i settori.

Abbiamo scoperto un sindaco banale, fragile e non autonomo, che ha riscosso appena tre interventi da parte della maggioranza di sostegno e gradimento della sua azione di governo, per il resto interventi con tinte e contenuti diversi di constatazione dell’immobilismo di questa amministrazione.

Il valore e la valutazione della mozione era finalizzata a stabilire le cose non fatte o fatte male sino a oggi e quindi il risultato c’è tutto, per i primi due anni e mezzo Michelini è stato giudicato negativamente dalla maggioranza dei consiglieri intervenuti, chi non è intervenuto evidentemente non aveva argomenti o motivazioni per difendere il sindaco.

Il voto di fiducia ottenuto da 18 consiglieri non è voto di fiducia piena e convinta, tolti i tre interventi a favore, ma un voto di speranza, come affermato dal collega Rossi, uno voto alla “volemose bene” o alla “nun se famo male”, oppure un voto alla “ho ottenuto quello che volevo e me stà bene tutto” o anche un voto di chi sta diversamente in maggioranza.

Ieri è stato un voto esclusivamente agganciato alle dichiarazioni lacunose e deludenti che il sindaco ha fatto a fine dibattito e che rappresentano la classica “foglia di fico” utile a motivare l’intenzione di andare avanti nonostante tutto, sapendo che da oggi la musica sarà sempre quella di ieri.

Un voto di speranza, dopo due anni e mezzo di non governo della città, è molto peggio di un voto di sfiducia, è una invenzione acrobatica di equilibrismo politico davvero notevole. Capiamo che alcuni consiglieri siano legati da motivi affettivi, motivi di opportunismo e convenienza personale, ma siamo certi che la maggior parte dei colleghi della ridotta maggioranza lo facciano per passione e convinzione, come del resto riconosciamo la buona volontà da parte di qualche assessore a far bene, ma purtroppo il sindaco ha dei cattivi “consiglieri” , come accennato nel dibattito da un valente esponente di maggioranza che sarebbe bene evitare, aggiungiamo noi: che gli fanno fare le peggiori figure e gli fanno prendere le peggiori decisioni.

Michelini ha incassato una non piena fiducia per il futuro e una chiara sfiducia per il presente, politicamente non è un gran risultato, ma con poco si “campa” e con niente si muore”.

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