Gal: "I sette in consiglio, ma è cambiato davvero qualcosa?"
Insogna Moltoni 1
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Il Gal mette il dito nelle piaghe dell'amministrazione Michelini. I sette sono tornati in consiglio, è vero. "Ma è cambiato qualcosa?", chiedono Moltoni e Insogna.

La crisi non è finita e i consiglieri del Gal Francesco Moltoni e Sergio Insogna mettono il dito nelle piaghe. Lo fanno con un comunicato stampa pungente, che parte daun “Jubilate …jubilate … le pecorelle smarrite so’ ritornate?”.

” La seduta di consiglio del 26 febbraio è stata sicuramente una delle sedute più surreali e incredibilmente grottesche dell’era Michelini – scrivono dal Gal -.

Alla presenza di un folto numero di cittadini, una parte accorsi per la questione dell’acqua pubblica, altri per la questione Rsa e altri ancora per la questione Esattorie, si è svolto il primo consiglio post-crisi esistenziale (l’ennesima) dell’amministrazione targata Michelini.

Oltre questo sono arrivati, chiamati non si sa da chi, anche agenti della polizia locale, sicuramente per proteggere pubblico e giornalisti dalle menate varie che da lì a poco sarebbero state dette dai consiglieri comunali.

Dopo una sequela di giustificazioni di comodo del mancato inserimento all’OdG della questione acqua pubblica e relativa richiesta di referendum e dopo lunga riunione dei capigruppo sempre su questo argomento, si è arrivati alla determinazione di riunire la commissione e il consiglio ancora non si sa.

Si è passati, come se nulla sino a oggi fosse successo, alla discussione del progetto relativo al mattatoio comunale e per fortuna il collega Serra, ha ricordato al presidente del consiglio la necessità del suo gruppo di fare una comunicazione importante al consiglio stesso.

Finita la votazione del progetto del mattatoio con l’ennesima unità della maggioranza, si è passati a quello che era la doverosa e opportuna discussione del perché i 7 dissidenti (anzi 6 dissidenti e presenti perché il collega Troili ancora dissente e assente) erano di nuovo presenti in consiglio.

Aver ascoltato alcuni dei consiglieri aventiniani, ci ha dato l’esatta sensazione che tranne la loro presenza in consiglio non c’erano novità e spiragli per parlare di una maggioranza ricompattata e pronta ad affrontare insieme, agli altri componenti la maggioranza, il calvario amministrativo scelto per questi ultimi anni.

Anzi si sono stabiliti netti e precisi i distinguo e le differenze sostanziali tra loro e gli altri. Tra un volemose bene … tra un sono ottimista … tra un famo pace damme un bacetto ….. tra un nun c’ho capito niente …. tra uno stabilimo 5 punti qualificanti … tra un per tre anni abbiamo scherzato ma ora dobbiamo fare sul serio …. tra un tirate fuori gli attributi … tra un tripudio di parole ed ipocrisie politiche … noi opposizione abbiamo assistito ad una riunione di maggioranza pubblica in cui naturalmente i 7 colleghi sono stati randellati, provocati e derisi dagli altri che ora si sentono forti e vincenti.

Forti de ché ….. vincenti de ché ? Nella crisi esistenziale del sistema Michelini non si giocava il derby tra fioroniani e antifioroniani, in questa eterna crisi si discuteva e si deve discutere su di un sistema di governo che non funziona e che vede perdenti tutti, anche noi dell’opposizione.

Il fatto che il nodo politico possa essere stato risolto, il fatto che Serra si sia dimesso da capogruppo non risolve la questione fondamentale e prioritaria della inadeguatezza e della incapacità amministrativa del sindaco e della sua giunta (o una parte di essa) e della stessa maggioranza (o di una parte di essa), cosa che aveva costretto i colleghi a dire basta.

I tanti danni fatti da questa amministrazione chi li ripara? chi ridà dignità e credibilità politica a questo sindaco e questa maggioranza? chi tranquillizza e dà certezze alle famiglie delle RSA, alle famiglie dei lavoratori dell’Esattorie presenti in consiglio? Chi tranquillizza la città, tante famiglie ed i cittadini su tutte le questioni disattese dal sindaco?

Da ultimo l’intervento dello stesso sindaco è stato di un candore e una stucchevole innocenza, come se lui fosse la vittima di tutto quello che è accaduto sotto i suoi occhi in questi tre anni, il buon e vecchio democristiano che è in lui è uscito con tutto il suo cinismo ed opportunismo politico ed amministrativo, ma purtroppo per lui queste sceneggiate non incantano più nessuno.

Crediamo che non incantino minimamente i nostri 7 colleghi che avevano con noi la possibilità concreta di mettere fine a questo teatrino comunale, che hanno con onestà dichiarato le loro difficoltà per farlo dal punto di vista politico, ma che riteniamo ancora sufficientemente responsabili ed equilibrati ed essere ancora in grado di porre freno alle stranezze e bizzarrie amministrative di questa maggioranza che a loro sta molto stretta e di cui non condividono tempistica , modalità e contenuti.

Noi amichevolmente possiamo solo ricordarvi che: ve l’avevamo detto.

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“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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