
TARQUINIA – Una famiglia e una comunità, quella di Tarquinia, piegata dal dolore. La morte del 13enne Gabriele Costantino, campione dietro a un pallone nel campo e campione di sorriso e gentilezza nella vita di tutti i giorni, è qualcosa di inaccettabile. Una meningite fulminante non gli ha dato scampo. Lunedì la morte al Bambin Gesù di Roma. Questo mercoledì 18 febbraio l’ultimo saluto al ragazzo nella chiesa della Madonna dell’Ulivo (ore 15).
Ma Gabriele continuerà a vivere perché i suoi genitori hanno avuto il coraggio di pensare alla vita ancora una volta e hanno deciso di donare gli organi. Le parole dell’Aido Provinciale di Viterbo sono illuminanti: “I genitori di Gabriele Costantino hanno fatto qualcosa che va oltre le parole: hanno deciso di donare i suoi organi. Un gesto immenso. Un atto di amore puro. Una scelta che trasforma un addio in possibilità. Tarquinia oggi piange un ragazzo troppo giovane per andarsene. Un ragazzo che frequentava la scuola media, che correva dietro a un pallone, che viveva con la leggerezza e l’energia dei suoi tredici anni. Chi lo conosceva lo descrive così: “Un ragazzo dolcissimo, dal cuore d’oro.” E forse è proprio quel cuore d’oro che oggi continua a parlare. Perché tutto è accaduto in modo improvviso. Senza preavviso. Senza il tempo di prepararsi. Ore delicate, sospese. Speranze aggrappate a ogni respiro. E poi un silenzio che cambia per sempre la vita di una famiglia. “Un dolore immenso”, hanno detto i genitori. Un dolore che non si può spiegare. Che non si può raccontare davvero.
Che resta lì, dentro, come qualcosa di infinito. Eppure, dentro quell’infinito di sofferenza, è nata una scelta straordinaria. Donare.
Dire sì alla vita di altri bambini mentre il proprio mondo si spezza. Pensare a chi può essere salvato mentre si sta affrontando l’addio più ingiusto. È una forza che non si insegna. È amore che supera la disperazione. È umanità nella sua forma più alta. Grazie a quella decisione, la vita di Gabriele continua. Continua in altri corpi. In altri sorrisi. In altri sogni che non si interromperanno. E questo cambia tutto. Perché la donazione non cancella il vuoto. Non riempie la stanza rimasta silenziosa. Non spegne le lacrime. Ma permette alla luce di restare accesa. Oggi Tarquinia si stringe attorno alla famiglia Costantino. Una comunità intera che ricorda un ragazzo educato, gentile, con lo sguardo pulito e il sorriso sincero. Un ragazzo che amava il calcio. Che aveva amici. Che aveva un futuro davanti. E anche se quel futuro si è fermato troppo presto, il suo cuore — in tutti i sensi — continuerà a battere. Questa storia non è solo una notizia. È una lezione silenziosa di amore. È il promemoria che anche nel dolore più profondo può nascere qualcosa di immensamente grande.Perché ci sono vite che, pur durando poco, riescono a lasciare un segno eterno. E oggi, grazie al coraggio di mamma e papà, Gabriele non è solo un ricordo. È speranza. È seconda possibilità. È vita che continua”.


















