Futuro della Tuscia, Profili: "Lavoriamo insieme a un modello di sviluppo"
Luca Profili
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BAGNOREGIO - "Occorre iniziare a ragionare da Tuscia". Questo l'appello lanciato via social, in queste ore, dal sindaco di Bagnoregio Luca Profili.

BAGNOREGIO – “Occorre iniziare a ragionare da Tuscia”. Questo l’appello lanciato via social, in queste ore, dal sindaco di Bagnoregio Luca Profili. La piccola Bagnoregio è riuscita a costruire in una decina d’anni un vero e proprio miracolo nel nulla di una provincia che troppo spesso ha passato i decenni a guardarsi l’ombelico e a lamentarsi. Oggi quel messaggio cerca sponde per diffondersi e sono molti i sindaci a guardare alla Teverina per immaginare un nuovo futuro possibile e migliore dell’attuale.

“Sono riprese le tradizioni, ho girato parti molto belle della nostra provincia in questi ultimi giorni e ho pensato a questo, iniziare a ragionare insieme come territorio unito. Capace di promuovere, organizzare, vendere, attrarre, ma insieme. Per farlo, dobbiamo iniziare ad uscire da quel senso di inferiorità nei confronti dei territori vicini, penso alla Toscana. Nelle scorse settimane sentire delle persone residenti in Val d‘Orcia, da sempre considerati secoli avanti a noi, che si sono complimentati per ciò che è accaduto a Civita di Bagnoregio in questi ultimi anni mi ha fatto riflettere ancora di più su tutto questo. Non ci manca nulla, se non smettere di pensare che l’erba del vicino è più verde. Smettere di lamentarsi e cominciare a cambiare questa mentalità con la consapevolezza di avere tra le mani bellezze da fare invidia”. Queste le parole di Profili.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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