Furti ai cassonetti gialli, un'azione continua anche in pieno giorno
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Particolarmente gettonato il cassonetto giallo del Barco. Qui i furti avvengono in genere di sera ma la domenica, approfittando della chiusura delle attività commerciali, accade tranquillamente a qualsiasi ora del giorno. 

VITERBO – Continuano senza sosta i furti di vestiti dai cassonetti gialli. Accade di notte ma anche di giorno, come le foto che vi mostriamo oggi su La Fune dimostrano. Senza alcun problema c’è chi arriva e si appropria degli indumenti che i cittadini decino di donare alla rete dei “cassonetti gialli”.

Quegli abiti vengono poi recuperati, distribuiti ai bisognosi attraverso un sistema di associazioni o venduti e i ricavati vanno a sostenere progetti di integrazione sociale. Ma c’è chi, a Viterbo, sta pensando bene di appropriarsene. In alcuni casi si tratta di gente comunque bisognosa, in altri di furbi che poi rivendono gli abiti prelevati dai cassonetti a chi se la passa peggio di loro ma non ha la sfrontatezza di commettere un furto.

Particolarmente gettonato il cassonetto giallo del Barco. Qui i furti avvengono in genere di sera ma la domenica, approfittando della chiusura delle attività commerciali, accade tranquillamente a qualsiasi ora del giorno.

Le foto che abbiamo deciso di pubblicare mostrano due donne alla prese con la “selezione della merce”. Tirano fuori di tutto: dai cappotti alle mutande. A pochi metri di distanza ad attenderle un uomo in macchina. Finita “la scelta” e imbustato il tutto le basta aprire il portabagagli, posare lì quanto sottratto, salire in macchina e sparire nel nulla.

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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