Furti a Belcolle, talmente frequenti nella camera mortuaria che oggetti di valore vengono inseriti solo prima di chiudere le casse
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VITERBO - Una serie di fatti raccapriccianti su cui è difficile fare giustizia.

VITERBO – Furti di anelli e orologi all’interno dell’ospedale di Belcolle su persone ricoverate ma anche sui deceduti. La notizia della famiglia che ha denunciato alla polizia il furto della fede nuziale subita dalla madre anziana, ricoverata per un periodo nell’ospedale del capoluogo, ha fatto parecchio rumore. 

Abbiamo ricevuto altre segnalazioni e raccolto altre notizie. Da anni ormai anche gli addetti alle pompe funebri sconsigliano di lasciare sulle salme che si trovano nella camera ardente dell’ospedale anelli o orologi che intendono lasciare sul corpo del proprio caro estinto. Questo perché si sono registrati diversi casi di orologi e anelli spariti nel nulla. Così chi gestisce i funerali in genere invita a mettere i preziosi solo al momento della chiusura della cassa. 

Una serie di fatti raccapriccianti su cui è difficile fare giustizia, viste le difficoltà a individuare gli autori di questi gesti e la presenza di molte persone, ogni giorno, in questi ambienti. 

 

 

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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