

VITERBO – Furbetti dell’affitto, Palazzo dei Priori continua l’azione di recupero delle somme pregresse e di sfratto dei morosi.
Sulla vicenda, per cui si parla di un presunto buco di circa 400mila euro nelle casse comunali, dovuti a un’azione di “non controllo” da parte dell’ente sull’incasso degli affitti di appartamenti e negozi di proprietà comunali in locazione, è in corso un’inchiesta della Corte dei Conti su cui sta lavorando la Guardia di Finanza.
Il vaso di Pandora su un sistema di cattiva gestione del patrimonio comunale è stato scoperchiato dall’amministrazione Frontini, arrivata a via Ascenzi uno nel giugno del 2022. Già nelle scorse settimane erano state fatte azioni di recupero degli affitti. Quella avviata più recentemente è però particolarmente clamorosa, per via dell’importo che si punta a recuperare: circa 50mila euro.
Dopo l’incarico conferito a un avvocato viterbese per procedere al recupero forzoso dei canoni di locazione commerciale (per varie migliaia di euro) che due inquilini hanno omesso per anni di corrispondere all’ente pubblico, la giunta Frontini prosegue sulla stessa linea, cercando di sanare tutte le situazioni pendenti ereditate dal passato. L’ultimo atto in ordine di tempo è la delibera di giunta del 22 ottobre scorso con cui si conferisce mandato all’avvocato Lorenzo Lepri di procedere con lo sfratto e il conseguente decreto ingiuntivo nei confronti dell’occupante moroso di un immobile comunale situato nel centro storico. La somma che Palazzo dei Priori deve recuperare supera i 50mila euro ed è relativa a un contratto di affitto stipulato nei primi anni Novanta.
Da Palazzo dei Priori si guarda con fiducia all’inchiesta in corso, nella speranza che possa aiutare a fare luce su una vicenda piuttosto oscura che ha interessato la modalità di gestione del patrimonio pubblico.

















