"Fuori dalle mura ci sono anche aree abbandonate"
Antonella Sberna
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La consigliera Sberna soddisfatta delle sei nuove telecamere promesse dal Comune, ma chiede ancora più impegno

“Insistere e resistere. E alla fine i risultati sembrano arrivare, anche se la montagna ha partorito un topolino”. È il commento della consigliera comunale Antonella Sberna alle dichiarazioni del Comune sull’attivazione di sei nuove telecamere sul territorio.

“Con cauto ottimismo ci sentiamo di dichiarare che le varie interrogazioni, le mozioni in commissione, le continue sollecitazioni finalizzate all’installazione di ulteriori dispositivi di videosorveglianza da noi presentate per garantire una maggiore sicurezza ai cittadini abbiano fatto breccia. Non è chiaro quali risorse saranno impegnate e da dove proverranno ma auspichiamo che la collocazione delle nuove telecamere avvenga in tempi certi”.

“Confidiamo – dice la Sberna – che la presa di coscienza da parte dell’amministrazione Michelini sulle situazioni di insicurezza e degrado in cui versano alcune zone della città sia reale e non si debba annoverarla nell’elenco dei meri annunci. Prendiamo atto, dunque, della buona volontà dichiarata – conclude Antonella Sberna – ma continueremo a vigilare perché notiamo che le zone periferiche, oltre le mura, restano ancora abbandonate e quindi vigileremo con attenzione affinché agli annunci corrispondano fatti concreti”.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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