Funerale della cultura, Moto Perpetuo: "impossibile avere un appuntamento con l'assessore di turno"
andrea-pascucci
Gli Stati Generali La Fune
La gestione del settore Cultura a Viterbo è un vero e proprio pianto greco, dagli albori dell'era Michelini. Il presidente dell'associazione Moto Perpetuo ci racconta la sua impossibilità ad avere un incontro formale con l'assessore di turno dall'inizio della consiliatura.

“L’associazione che rappresento, ‘Moto Perpetuo’, deve ancora percepire il contributo del Settembre viterbese 2013. Inoltre dall’inizio dell’amministrazione Michelini, l’assessore alla Cultura non ci ha mai concesso un incontro formale. Li si può incontrare solo se si fa anticamera fuori dal loro ufficio e solo per i trenta secondi che gli servono per defilarsi. Responsabilità!”.

Con questo post lasciato su facebook a commento del nostro articolo “Dal funerale della cultura al funerale delle associazioni culturali”, il presidente di un’associazione cittadina Andrea Pascucci racconta uno spaccato di quello che sta accadendo in questo settore dell’amministrazione comunale.

Può il sindaco Leonardo Michelini rimanere immobile, come dice Filippo Rossi, davanti a tutto questo. Può farlo davanti a certi tipi di segnalazioni? Può continuare il sindaco “immobile” Michelini, citando sempre Rossi, a tessere le lodi della consulta del volontariato e permettere che la consulta della cultura, seppure approvata dal consiglio comunale, resti paralizzata nelle sabbie mobili di Palazzo dei Priori? Può permettere che il Comune non rispetti impegni di spesa presi, sebbene pasticciati sul piano delle carte?

Nella vita tutto è possibile e ognuno fa le sue scelte. Ma siamo sicuri che decidendo di non mettere mano a un comparto così importante e significativo della vita cittadina ci troveremo a scrivere di qui a breve un articolo dal titolo: “Dal funerale della cultura al funerale delle associazioni, passando per il funerale della politica”. Amen.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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