
L’argomento del “funerale della cultura”, che sembra essersi trasformato negli anni nel “funerale delle associazioni” ha acceso un fitto dibattito in città e la questione arriva anche dentro Palazzo dei Priori, sebbene solo tra i banchi dell’opposizione.
Pubblichiamo un intervento del consigliere di Fratelli d’Italia Luigi Buzzi.
“Quante volte per definire Viterbo è stata utilizzata l’espressione “città d’arte e di cultura”. Eppure, spesso, basta davvero poco per rendersi conto che la definizione rimane un po’ stretta. Nonostante nella nostra città non manchino espressioni artistiche, anche di pregio, eventi e slanci culturali di vario genere, ancora non può essere definitivamente identificata così.
Sono ormai alcuni anni che si porta a dibattito il “problema” della cultura. Molti ricorderanno il variopinto, scenografico funerale che si tenne in suo onore qualche anno fa; una manifestazione per
sensibilizzare l’amministrazione di allora sul tema, che vide una notevole partecipazione di associazioni.
I giornali riportarono la presenza di: Tetraedro, Fanalino di Coda, Teatro di Carta, Arci Viterbo, Associazione Universitaria Cooperazione e Sviluppo, Funamboli, Cantieri d’Arte, Cantiere Teatrale ARCI, Percorsi, Initinere, Consulta studentesca Provincia di Viterbo, Nuovo Teatro di Perugia,Teatro Amatoriale di Vetralla, Compagnia di Teatro Popolare Peppino Liuzzi di Caprarola, Associazione La strada dell’orto, ProgettArt3D, Il salotto delle 6, Jesce sole. Ed ancora, Teatro Valle Occupato, Laura Leo e la Compagnia del Sorriso di Bassano in Teverina, TusciaWeb.eu, Tabula Rasa, Daniele Vicari (Regista di “Diaz” Premio del Pubblico, al Festival di Berlino), Associazione La Porticella, Arci Sportello di Cultura Lesbica, L’Altro Circolo Etruskoman, Alphaville, Pizzicanto, Comitato provinciale Anpi Viterbo, Big Red Bus, Maninalto Teatro,Coordinamento per il teatro di Figura per l’Alta Tuscia, Associazione La Metaphora.
La nuova amministrazione, del tema arte e cultura in città, fece cavallo di battaglia libero di correre in campagna elettorale, tra promesse che, sicuramente, fecero colpo, favorendo la vittoria della Michelini visione. Oggi, però, di tutti quegli impegni, di quella visione innovativa, quasi d’avanguardia, cosa è rimasto? Che cosa è stato realizzato? Cosa è stato mantenuto? È sufficiente constatare la clamorosa figuraccia ottenuta conseguentemente alla scelta di candidare Viterbo a capitale della cultura. Basta rendersi conto che non sono stati creati nuovi spazi culturali, che alcune associazioni ancora vantano crediti per iniziative fatte e mai finanziate (malgrado le promesse dell’assessore di turno…), che non ci sono più stati bandi per l’erogazioni di contributi.
Come dimenticare che quegli stessi bandi furono bollati, da questa amministrazione, come contributi a pioggia se non addirittura “marchettificio”? E mentre c’è chi, pur essendo in maggioranza, con estrema sincerità e leggerezza afferma che vi rimane per “salvare” la propria iniziativa (interesse privato in atto pubblico?), io mi chiedo: tutte le altre associazioni che fine hanno fatto?
Sono evidentemente contente di questo stato di cose? Sono impossibilitate, forse, ad andare contro questa amministrazione o, magari, a pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca? Eppure qualcuno ha rotto il muro di silenzio prendendo una chiara posizione. Aspettiamo di vedere, intanto, cosa faranno le altre associazioni, per la cultura, quella vera, quella che non ha colore politico”.


















