Fumogeno, si tenta di dare un nome a un volto
lancio fumogeno
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Fumogeno su Gloria, Digos e Squadra Mobile al lavoro per dare un nome e cognome al ragazzo descritto da alcuni che avrebbero visto l'accaduto.

Continuano le indagini congiunte della Digos e della Squadra Mobile per arrivare a individuare l’autore del lancio del fumogeno contro Gloria, durante il trasporto del 3 settembre.

Dopo il “sollevate e fermi” delle 22.02 la Macchina si trova a passare all’altezza di via Vetulonia alle 22.05. In quei pochi secondi che appare davanti agli occhi delle tante persone accalcate nella vietta che affaccia su via Garibaldi, per assistere allo spettacolo, viene colpita da un oggetto che poco dopo inizia a sprigionare un fumo denso.

L’oggetto, definito poi come fumogeno da stadio, colpisce di striscio la parte posteriore di Gloria e impatta contro la saracinesca di un negozio dall’altra parte della strada. Ustiona lievemente a un braccio una signora e crea qualche momento di panico, fortunatamente controllato.

Nelle ultime ore sarebbe stato tracciato un sommario identikit dell’autore del gesto: un giovane, che quella sera indossava un cappello e abiti neri (verosimilmente una tuta), con un tatuaggio sul collo.

L’appello che lanciamo a chiunque abbia visto è di raccontare tutto alle forze dell’ordine, oppure di contattarci. E’ importante punire l’autore di un gesto che poteva determinare conseguenze gravi.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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