Fumata bianca per la Talete, c'è un nuovo cda
Mazzola
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Eletto il nuovo cda della Talete, la società che si occupa della gestione del servizio idrico di Viterbo e provincia. Salvatore Parlato, Giovanna Marini e Giampaolo De Paulis, questo il terzetto scelto per guidare la società verso - si spera - più rosei orizzonti. Intanto all'assemblea dei soci è accaduto di tutto: discussioni interne al centrosinistra e il centrodestra che per tutta risposta si alza e se ne va.

Salvatore Parlato, Giovanna Marini e Giampaolo De Paulis, ecco il nuovo cda della Talete. Parlato sarà il nuovo presidente della società di gestione idrica, mentre la Marini la sua vice.

Si è riunita questa mattina alle 11 l’assemblea dei soci, ma il tavolo non è partito fino alle 13, dopo qualche imprevisto. Situazione difficile anche nel centrosinistra, dove il sindaco Michelini ha chiesto di rinviare il tutto, mentre Alessandro Mazzola, presidente della Provincia e dell’Ato e, in quest’occasione, anche dell’assemblea, viste le dimissioni dell’ex presidente Bonori e il fatto che non era mai stato eletto un vice, non ne ha voluto sapere di spostare il tavolo.

Anche il centrodestra tenta la spaccata e in molti si alzano e se ne vanno, chi rimane decide di non votare. Duro scontro fra i banchi tra Paolo Equitani, sindaco di Bolsena, e Mazzola. Il primo è fortemente critico verso l’assemblea, mentre il presidente della Provincia sbotta e gli risponde a tono “Da un ex assessore provinciale che è stato qui cinque anni è un discorso che non accetto”.

 

I tre consiglieri eletti: “Sono professionisti – spiega – completamente slegati dalla politica. A loro diamo un compito specifico, redigere il bilancio a prescindere da valutazioni precedenti”. Il nuovo consiglio d’amministrazione della società che si occupa della gestione del servizio idrico, infatti, è composto di tecnici svincolati dalla politica.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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