Fughe in avanti sul lockdown, il sindaco Moneta (Canepina): "Più controlli delle forze dell'ordine, non possiamo mollare ora"
ComuneDiCanepina2014
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CANEPINA - Gli oltre quaranta giorni di isolamento stanno diventando insopportabili per molti e aumentano le fughe in avanti. 

CANEPINA – Il sindaco Aldo Moneta chiede più controlli alle forze dell’ordine e scrive ai cittadini per invitarli a tenere duro. La corda dell’attenzione e del rispetto delle disposizioni di distanziamento sociale si sta sfilacciando. Gli oltre quaranta giorni di isolamento stanno diventando insopportabili per molti e aumentano le fughe in avanti. 

“In questi ultimi giorni – così il primo cittadino – mi è sembrato di vedere un forte incremento di persone per le strade. Durante le festività pasquali avevo avuto ottime sensazioni rilevando la grande serietà della cittadinanza nell’osservanza delle prescrizioni e sperando quindi nella presa di coscienza sull’atteggiamento da tenere. Ultimamente, invece, ho notato sempre più persone spostarsi per Canepina anche in direzione dei paesi limitrofi. Questo non va bene.

So che siete stanchi, lo siamo tutti. Ma questo non è un motivo per abbassare la guardia cercando di eludere le norme. Non ce lo possiamo permettere. Sono in gioco la salute e la vita delle persone. Il distanziamento sociale è a oggi l’arma più sicura per evitare il contagio e per attuarlo dobbiamo rimanere a casa.

Ribadisco che è vietato uscire per motivi che non siano di stretta necessità e urgenza. È vietato andare a fare la spesa nei comuni limitrofi visto che a Canepina è possibile reperire generi alimentari di ogni sorta e qualità. È vietato andare a casa di parenti e amici sia all’interno del territorio comunale che fuori dallo stesso. Chiederò espressamente alle forze dell’ordine di intensificare, già dal prossimo fine settimana, i controlli.

Non mi fa certo piacere fare questo ma sento il dovere di farlo per la salute di tutti e per rispetto dei tanti che si stanno davvero impegnando uscendo di rado dalla propria abitazione. Confido ancora una volta in voi anche se comprendo la stanchezza e le ansie del momento. Ce la faremo ma non molliamo adesso”.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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