
MONTEFIASCONE – Doveva essere una serata di festa, è diventata una grana istituzionale. L’esibizione del gruppo musicale “Fuck Your Clique” durante l’ATB Festival ha acceso la miccia di una polemica che ha rapidamente superato i confini del palco, arrivando fino agli uffici comunali.
A parlare per prima è la sindaca Giulia De Santis, con un comunicato che non lascia spazio a fraintendimenti. Da un lato, loda il successo generale dell’evento e la partecipazione del pubblico. Dall’altro, esprime una netta condanna per quanto avvenuto durante la performance incriminata, definita offensiva verso “le massime cariche dello Stato” e “le sensibilità della comunità locale”. L’amministrazione, si affretta a chiarire, non era a conoscenza preventiva dei testi né delle modalità espressive del gruppo.
“La libertà non può e non deve mai travalicare nel dileggio o nell’insulto”, afferma De Santis, e conclude annunciando che sono già partite le verifiche per capire se siano stati commessi reati. Un segnale chiaro: certe uscite, anche sul palco di un festival, possono avere conseguenze.
Poco dopo, arriva anche la presa di posizione dell’organizzazione del festiva: “Vogliamo spendere due parole”, scrivono, sottolineando il rispetto per la comunità e la consapevolezza della natura “controversa” del gruppo. Gli organizzatori ammettono di aver accettato i “Fuck Your Clique” conoscendo i loro contenuti provocatori, ma si difendono: “Poi però, sul palco non saliamo noi e non decidiamo noi come un artista deve proporre il proprio materiale. Non credete a chi prova a dare un connotato politico. L’amministrazione comunale non c’entra, tanto meno la Regione.” Le scuse arrivano, insieme all’auspicio che la polemica si esaurisca con il maltempo, così da poter concludere il festival in tranquillità.
L’intera vicenda riaccende il dibattito sull’equilibrio tra libertà artistica e responsabilità pubblica, ma intanto, Montefiascone resta divisa.


















