Frontini (Viterbo2020):“Sostenibilità, sicurezza e creatività per una ‘riconversione resiliente’ del nostro territorio”
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VITERBO – La capogruppo del movimento civico Viterbo 2020 interviene proponendo provvedimenti economici per la Fase 2.

VITERBO – La capogruppo del movimento civico Viterbo 2020 interviene proponendo provvedimenti economici per la Fase 2.

Abbiamo proposto uno shock di liquidità con la manovra Viterbo Riparte per soccorrere gli imprenditori e i commercianti con interventi di supporto e dare loro ossigeno, grazie a contributi e sgravi fiscali. Ma questi devono generare ricchezza, non essere fini a se stessi: l’economia cittadina andrà rilanciata, o meglio, ripensata. E va fatto adesso, non dopo.

Viterbo Cuore della Tuscia: abbiamo sempre ritenuto che la principale direttrice di sviluppo dell’economia territoriale deve essere il turismo. Un turismo con una spesa pro capite ed una permanenza media elevata, non di massa ma di qualità, che arricchisca il territorio senza deturparlo. E questo è oggi ancora più vero, essendo mutate molte condizioni nelle nostre abitudini di acquisto e consumo.

Molti territori si stanno già muovendo in questo senso, ed occupare lo spazio prima di farci sfuggire nuovamente l’occasione non è solo un mero esercizio di capacità, ma una vera e propria competizione per la sopravvivenza del sistema economico.

Le parole chiave di questa “riconversione resiliente” del nostro territorio dovranno essere: sostenibilità, sicurezza, creatività. Secondo noi, le direttrici sono chiare:

– La qualità ambientale: “Safe tourism nella città con l’aria più pulita d’Italia”, attraverso trattamenti termali mirati, passeggiate “respiratorie” con guida naturalistica, rilanciando l’idea del piccolo aeroporto turistico e abbandonando definitivamente l’idea dello scalo civile (che ora più che mai appare una follia…);

– Le capacità terapeutiche delle nostre acque termali, soprattutto per l’apparato respiratorio. “Respira salute” potrebbe essere un messaggio adatto per prodotti basati sulla nostre risorse termali, puntando sulle proprietà dell’acqua di cui comunicare la qualità oggettiva (attraverso analisi di laboratorio) e immateriale (attraverso un apposito storytelling);

– La connotazione slow del nostro territorio, lontana dai problemi urbani (la nostra provincia ha una densità di popolazione di 88 ab./kmq, meno della metà di quella italiana e un decimo della provincia di Roma), con una spiccata connotazione agroalimentare e con un potente immaginario (non a caso è avvenuta qui l’elezione del Papa più lunga della storia); “chi va piano, va sano…” potrebbe essere il messaggio forte per puntare su visitatori che amano camminare e pedalare e che possono godere la Tuscia attraversandola lungo percorsi, prima fra tutti la Via Francigena, ricchi di storia, arte e natura.

La Tuscia, e Viterbo che ne deve rappresentare sempre più il cuore, è un luogo da visitare e vivere in sicurezza e, anzi, come occasione per migliorare la propria salute.

Le affermazioni di diversi esperti, e soprattutto l’idea dominante nell’opinione pubblica, legano la resistenza al contagio da Covid e la manifestazione dei suoi sintomi allo stato di salute personale e al fatto di vivere in un ambiente sano: dobbiamo tradurre questo in opportunità. Con pragmatismo e visione, ridisegniamo le linee guida verso cui orientare gli investimenti per costruire l’identità e il futuro del nostro territorio.

 

 

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Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti ...
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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