
CIMINI – Il mondo dei frontiniani in ritiro sui Cimini per una due giorni da full immersion. Compasso puntato su due fuochi: Palazzo dei Priori e Palazzo Gentili.
Dalle parti di via Ascenzi il gruppo è granitico, con qualche mal di pancia in zona Letizia Chiatti. Saranno ore in cui si farà il punto sul lavoro portato avanti in un anno e su quello che si sta impostando per continuare. Perché una cosa ce l’hanno tutti chiara: l’amministrazione Frontini arriverà a scadenza naturale e di strada da fare ce n’è ancora parecchia, così come di occasioni da cogliere e che nessuno, in fondo, vuole lasciarsi sfuggire.
Così se è vero che è stata ravvisata la necessità di affrontare la situazione a Palazzo dei Priori il vero tema è quello della compattezza su Palazzo Gentili. A dicembre infatti, tra due mesi e mezzo ci sarà il voto per il rinnovo del consiglio provinciale. La Delrio ha impostato un sistema di elezioni di secondo livello, dove a votare sono chiamati consiglieri e assessori dei sessanta comuni del Viterbese.
I civici dovranno decidere che fare: andare a destra, andare a sinistra o dare vita a una propria esperienza per andare a fare sentire la propria voce in Provincia. Ed è su questo che serve l’accordo di tutti, perché tutti i consiglieri di maggioranza sono votanti. E serve anche coinvolgere più persone possibili, da qui anche i non eletti, perché sono preziosi i rapporti di ognuno per andare a fare “acquisti” di consiglieri sparsi anche in altri comuni.
I frontiniani infatti sanno di avere un peso sulle prossime provinciali, perché i consiglieri comunali del capoluogo hanno un peso specifico superiore a quelli di tutti gli altri comuni. Come spendere questo peso? Serve parlarne, serve confrontarsi, serve ragionare su come allargare. Da qui la due giorni assume un senso squisitamente politico e non racconta una crisi bensì un ragionamento di rilancio e ampliamento del civismo su scala provinciale. Una due giorni che quindi è da leggere più come un segnale di forza di un gruppo che come avvisaglia di debolezza.


















