Frontini: “Talete, inaccettabile alzare i prezzi senza garanzia sugli investimenti”
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VITERBO - Chiara Frontini (Viterbo 2020) attacca l'amministrazione: "Quando parlavamo di maggioranza delle tasse avevamo visto giusto".

VITERBO – Chiara Frontini, leader di Viterbo 2020 attacca l’amministrazione.

Inaccettabile. Non servono giri di parole per descrivere la situazione Talete e gli ennesimi rincari sulle bollette di tutta l’utenza. 

Ed inaccettabile è che, nonostante le indicazioni del consiglio comunale – totalmente disattese – l’assemblea dei soci di Talete abbia deciso di alzare i prezzi senza fornire la benché minima garanzia sugli investimenti.

Ricordiamo male o si era deciso il blocco degli aumenti e l’eventuale ritorno alla precedente tariffazione in mancanza dei dovuti investimenti?

Noi del Movimento Civico Viterbo 2020 riteniamo che l’unica strategia possibile per la gestione corretta ed efficiente dell’acqua pubblica, scevra dalle logiche di mercato, sia l’applicazione della legge 5/2014 della Regione Lazio, che individua i bacini idrogeografici al posto degli attuali ambiti territoriali ottimali.

Una legge che consentirebbe di tornare ad una gestione pubblica e partecipata di una risorsa fondamentale per la vita. Questo di certo non significherebbe far fallire Talete, fatto assolutamente da scongiurare, bensì riportare in carico ai comuni la gestione dell’acqua. 

Tutto semplice? No, affatto. In questo ginepraio di regole e situazioni, nessun processo lo è, non si risolve con uno schiocco di dita, ma serve visione e programmazione. Serve sapere dove arrivare per intraprendere la strada giusta.

Per l’ennesima volta torniamo a ripetere no ad ulteriori aumenti. No alle mani nelle tasche dei cittadini.
Quando parlavamo di “maggioranza delle tasse” avevamo visto giusto.

 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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