
VITERBO – Chiara Frontini “silura” la gestione Talete in atto e il sistema politico-amministrativo che sta costruendo la strada su cui fare avanzare la società. Una strada che per il numero uno di Palazzo dei Priori porta dritta alla privatizzazione, con un piano d’assunzioni pesantissimo e difficile da comprendere nel suo significato.
Il Comune di Viterbo ha infatti votato contrario sull’approvazione del budget di spesa presentato all’assemblea dei soci. In realtà all’incontro è andata come delegata della sindaca l’assessore Elena Angiani.
Un’azione forte quella del comune capoluogo, maggiore azionista di Talete. In un intervento in consiglio comunale il sindaco Frontini ha rappresentato, dal suo punto di vista, la situazione. Si è soffermata su come nel piano operativo annuale si continuino a prevedere 146 assunzioni fino al 2025, già contestate nella consulta del 21 aprile, una mossa che porterebbe a un costo per personale intorno ai cinque milioni di euro.
Per il sindaco di Viterbo la società sta viaggiando su un binario dove non c’è dialogo e non c’è ascolto.


















