Frontini "silura" l'amministrazione Talete
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VITERBO - Chiara Frontini "silura" la gestione Talete in atto e il sistema politico-amministrativo che sta costruendo la strada su cui fare avanzare la società.

VITERBO – Chiara Frontini “silura” la gestione Talete in atto e il sistema politico-amministrativo che sta costruendo la strada su cui fare avanzare la società. Una strada che per il numero uno di Palazzo dei Priori porta dritta alla privatizzazione, con un piano d’assunzioni pesantissimo e difficile da comprendere nel suo significato. 

Il Comune di Viterbo ha infatti votato contrario sull’approvazione del budget di spesa presentato all’assemblea dei soci. In realtà all’incontro è andata come delegata della sindaca l’assessore Elena Angiani. 

Un’azione forte quella del comune capoluogo, maggiore azionista di Talete. In un intervento in consiglio comunale il sindaco Frontini ha rappresentato, dal suo punto di vista, la situazione. Si è soffermata su come nel piano operativo annuale si continuino a prevedere 146 assunzioni fino al 2025, già contestate nella consulta del 21 aprile, una mossa che porterebbe a un costo per personale intorno ai cinque milioni di euro. 

Per il sindaco di Viterbo la società sta viaggiando su un binario dove non c’è dialogo e non c’è ascolto.

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti ...
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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