
Nessun pericolo, il Consiglio comunale è convocato in tempo per approvare la convocazione del Referendum sull’acqua pubblica promosso dal Comitato “Non ce la beviamo”. La consigliera comunale Chiara Frontini è intervenuta a Sbottonati in merito al dibattito intorno alla consultazione popolare per la quale ha contribuito a raccogliere le 3350 firme che hanno richiesto la convocazione del Referendum cittadino.
“Auspichiamo si faccia, sarebbe grave non si riuscisse a fare questo passaggio in Consiglio in tempo, anche perché al contrario il Comitato ha fatto tutti passaggi correttamente. Certo – ha detto – è evidente che ci siano delle difficoltà, ma il Consiglio è stato convocato il 26 febbraio. Dubito invece che la prima Commissione, quella che dovrebbe esprimersi, si terrà regolarmente il 22 febbraio. Il passaggio in Commissione oerò anche altre volte non è stato considerato obbligatorio, quindi auspico che se ne parli in Consiglio il 26 febbraio”. L’accordo ci sarebbe con i gruppi di maggioranza e opposizione, anche se all’ordine del giorno non compare. “Non c’è dubbio – ha spiegato Chiara Frontini – che il punto vada discusso anche perché il termine ultimo per la convocazione è il 28 febbraio e sarebbe una palese violazione dello Statuto oltre che dei diritti di partecipazione dei cittadini. Tutto ciò a meno che non manchi numero legale: io comunque ci sarò”.
Se Michelini capitolasse poco prima della convocazione, poco male per Chiara Frontini. “Tanto le due consultazioni (il Referendum e le eventuali elezioni amministrative, ndr) non potrebbero tenersi contemporaneamente e il Referendum slitterebbe al 2017, ma preferiremmo votare a giugno per il rinnovo dell’amministrazione”.
Infine a proposito della crisi. “Ormai è una barzelletta – ha chiosato – il pallino è in mano ai magnifici sette: devono prendere una decisione definitiva perché non è possibile continuare così con ritardi, rinvii e mancanze di numero legale. Immagino comunque che troveranno un qualche accordo per non votare nel 2016”.


















