
VITERBO – Ripensare il presente e il futuro di San Pellegrino, questo uno degli obiettivi che l’amministrazione Frontini vuole centrare nei prossimi cinque anni. Per il sindaco la strada è quella dell’istituzione sul quartiere medioevale più grande d’Europa un’area a tutela speciale.
Vuole essere quindi massima l’attenzione per “il grande malato”. Cuore di Viterbo, potenziale attrattore turistico affossato in una realtà disarmante. Il degrado, l’inesistenza di azioni per il “ripopolamento” di botteghe artigiane e commerciali, una mai risolta “guerra” sulla movida ma anche sporcizia diffusa sono i sintomi di una malattia che potrebbe essere sintetizzata con un solo termine: abbandono.
“San Pellegrino ieri come oggi – dichiara il sindaco Chiara Frontini – è innanzitutto il cuore del Medioevo, scenario di eventi particolari e
stagionali, luogo di visita per turisti, nella maggior parte giornalieri. Oggi è un grande potenziale inespresso della città, che contribuiremo con le azioni pianificate a far sviluppare”.
““Deve diventare – continua il primo cittadino – un’area a tutela speciale, con tutto quello che ne consegue in termini di attenzione al
decoro e alla qualità delle iniziative proposte. La situazione attuale genera inevitabili competizioni per l’uso del luogo fra diversi portatori di interesse che esprimono istanze conflittuali: residenti (i pochi rimasti), turisti (attuali e potenziali), organizzatori di eventi, gestori di attività di somministrazione e studenti/frequentatori dei locali.
Il nostro intervento amministrativo sarà guidato da due logiche, una di breve periodo (operativa) per far fronte alle principali criticità e una di medio-lungo periodo (strategica) per collocare un luogo straordinario e unico in un progetto complessivo di città viva e vivibile”.


















