Frontini replica in un post a una serie di leggende metropolitane che stanno girando sul suo conto
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Chiara Frontini con un post ironico sulla sua pagina Facebook interviene per sottolineare tutta una serie di voci messe in circolo in città in questi giorni e che stanno intossicando la campagna elettorale. C'è nervosismo nell'aria, parecchio. E' la prima volta nella storia che un candidato muova un passo in questa direzione.

Chiara Frontini con un post ironico sulla sua pagina Facebook interviene per sottolineare tutta una serie di voci messe in circolo in città in questi giorni e che stanno intossicando la campagna elettorale. C’è nervosismo nell’aria, parecchio. E’ la prima volta nella storia che un candidato muova un passo in questa direzione.

Riportiamo il post. “Mi presento: io sono la Frontini, quella che nel giorno delle elezioni l’hanno allontanata i carabinieri. No, anzi, arrestata proprio. Quella che faceva campagna elettorale davanti ai seggi. Quella che la Sora Camilla dice che è la figlia illegittima di Gabbianelli.

Quella che, ho sentito oggi, fa l’accordo elettorale con la Ciambella con la Perà vicesindaco. Capito quale? Quella che chiude Caffeina, me l’ha detto mio cugino. Quella che, vi giuro l’ho sentito al bar, taglia i fondi a Santa Rosa.

Sono quella che non vede l’ora di licenziare i dipendenti di Viterbo Ambiente e che “ce farà portà la monnezza da soli al Poggino”. Sono quella che “la campagna elettorale je l’ha finanziata Fioroni”, che ha fatto l’accordo con la Lega, con Viva Viterbo e perchè no, pure con la mafia russa e il cavaliere nero.

Prima che lo dica qualcun altro, sono quella che Arena non incontra pubblicamente perché, voi non lo sapete ma è così, i miei riccioli sono serpenti e chi mi guarda negli occhi resta pietrificato. Alla Frontini, Medusa je spiccia casa.

Continuate tranquilli a mettere in giro leggende metropolitane, è una cosa che mi lusinga. Significa che sotto sotto avete paura di una donna e della sua squadra che, mentre voi chiacchierate, lavorano giorno e notte per parlare ai cittadini, vincere al ballottaggio e cambiare finalmente la città.

PS: sono anche disponibile per far paura ai bambini. Se facessero storie per mangiare , vi autorizzo tranquillamente a dire “mangia la pappa se no chiamo la Frontini””.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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