Frontini: "Noi siamo la città e la città è noi, Viterbo può cambiare davvero" (GUARDA)
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VITERBO - "In quattro anni abbiamo costruito una relazione totale con i cittadini: noi siamo la città e la città è noi. Questo è un qualcosa di potentissimo, chiaro dal giugno 2018. Ricordo le settimane successive con l'abbraccio grande che la città ci diede. E' una carica di emozioni che non ha mai smesso, i cittadini ci hanno chiesto di non mollare, non abbiamo mollato e abbiamo dato coraggio ai cittadini". Così Chiara Frontini dalla conferenza stampa del giorno dopo al Caffè Schenardi. 

VITERBO – “In quattro anni abbiamo costruito una relazione totale con i cittadini: noi siamo la città e la città è noi. Questo è un qualcosa di potentissimo, chiaro dal giugno 2018. Ricordo le settimane successive con l’abbraccio grande che la città ci diede. E’ una carica di emozioni che non ha mai smesso, i cittadini ci hanno chiesto di non mollare, non abbiamo mollato e abbiamo dato coraggio ai cittadini”. Così Chiara Frontini dalla conferenza stampa del giorno dopo al Caffè Schenardi. 

“E’ stato veramente commovente il fatto che negli ultimi anni c’è stato un supporto continuo da parte della città, che non si è fermata a quella sconfitta del 2018. Oggi lanciamo un appello: a tutti i cittadini che hanno perso fiducia nella politica e nell’amministrazione diciamo che lo comprendiamo ma noi non siamo quella politica e il 26 giugno vi chiediamo cinque minuti del vostro tempo per mettere una croce sul mio nome, sul patto civico per dimostrare che il cambiamento è davvero a portata di mano – continua la candidata -.

Anche voi potrete dire di avere fatto la vostra parte per cambiare questa città una volta per tutte. Nella mia squadra nessuno, neanche uno, ha mollato. Noi siamo un progetto e dimostreremo alla città che un modello di governo è possibile e che una classe dirigente si è formata.

Chiedo cinque minuti a chi ha già creduto in noi per convincere i propri amici e gli altri che Viterbo può cambiare. Così stravinceremo e sarà Viterbo ad avere vinto, togliendo quello che divide e mettendo sul tavolo quello che unisce”. 

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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