Frontini: “La Macchina di Santa Rosa al centro del rilancio del brand Viterbo”
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Gli Stati Generali La Fune
VITERBO - Il nuovo sindaco ha un debole per quella che può, per varie ragioni, essere definita come la realtà più significativa del capoluogo. “Confesso che, un attimo dopo avere realizzato della vittoria e quindi dell'elezione, il mio pensiero è andato subito al discorso da tenere sotto la Macchina nella notte del tre settembre".

VITERBO – Rilancio del titolo Unesco e un lavoro organizzato per fare nascere il Museo delle Macchine. “La Macchina di Santa Rosa deve essere al centro di un’azione di rilancio della città turistica. Abbiamo una tradizione secolare da raccontare al meglio e con cui raccontarci al mondo. C’è un lavoro immenso davanti a noi ma la materia prima non manca”. Queste le parole di Chiara Frontini.

Il nuovo sindaco ha un debole per quella che può, per varie ragioni, essere definita come la realtà più significativa del capoluogo. “Confesso che, un attimo dopo avere realizzato della vittoria e quindi dell’elezione, il mio pensiero è andato subito al discorso da tenere sotto la Macchina nella notte del tre settembre – si sbottona il sindaco Frontini -. Non a caso ho voluto tenere la delega alla Macchina di Santa Rosa, intendo mettere a terra un lavoro organizzato e sistematico, capace di lasciare il segno nella storia della città”.

Lo sviluppo turistico è uno dei principali cavalli di battaglia della nuova amministrazione. Di certo non è tema da lasciare al caso e con la festa di Santa Rosa il primo banco di prova è dietro l’angolo: il Trasporto 2022. Non uno qualsiasi ma quello del ritorno del “campanile che cammina” di vismariana memoria dopo due anni si fermo a causa della pandemia. “La costruzione del brand Viterbo – continua Frontini – deve partire da qui, da quel patrimonio immateriale che custodiamo per il mondo.

Perché non dimentichiamoci che con l’ottenimento del titolo Unesco la città tutta e i suoi cittadini si sono presi questo impegno, insieme alle città e ai cittadini della Rete delle Macchine a Spalla”. Rendere visibile un titolo Unesco oggi invisibile a chi viene in visita al capoluogo della Tuscia è quindi la prima sfida. Ma già un segno di presenza ci sarà quest’anno con il concerto, a Viterbo, del coro di Leopoli il prossimo 31 agosto. Un evento voluto proprio da Unesco. Che il lancio di un messaggio internazionale di pace e speranza parta da Viterbo è un segno non da poco. “Parlare di Unesco e del titolo è quello che subito dobbiamo iniziare a fare. L’altro grande tema è il Museo delle Macchine –
entra più nel dettaglio del tema Frontini -. Ci sono diverse idee che negli anni sono venute fuori ma è arrivato il momento di costruire una sintesi e immaginare un percorso, una ricerca delle risorse e quindi un taglio del nastro. Dobbiamo questo museo ai viterbesi e dobbiamo renderlo centrale nei percorsi di visita della città. Su questa azione ritengo fondamentale l’apporto che l’assessore Vittorio Sgarbi potrà
dare: con la sua esperienza, i contatti e la sua capacità di costruire e promuovere il bello”.

La prospettiva Frontini guarda quindi a due grandi argomenti ma anche sull’immediato del Trasporto ci sono delle novità. Una dettata dalla contingenza Covid, con lo spostamento delle cene in piazza dei Facchini dopo Santa Rosa. L’altra riguarda un grande spettacolo, in sostituzione dei fuochi d’artificio, su cui l’amministrazione comunale sta lavorando nel più stretto riserbo.

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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