Frontini interrompe missione sul termalismo in Ungheria: "Abbraccio il rettore Ubertini e tutta l'Unitus, saremo al vostro fianco"
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"Non auguro a nessuno mai di partire per una missione internazionale, di quelle importanti, preparata in tanti mesi di lavoro, atterrare e vedersi scorrere quelle immagini sotto gli occhi da uno schermo".

VITERBO – “L’incendio che ha colpito la sede dell’Università della Tuscia è una ferita profonda per tutta la comunità accademica e per la città di Viterbo, che sapremo curare, come sempre, insieme”. Queste le parole della sindaca Chiara Frontini, in missione a Budapest per promuovere il termalismo viterbese in un contesto internazionale.

“Non auguro a nessuno mai di partire per una missione internazionale, di quelle importanti, preparata in tanti mesi di lavoro, atterrare e vedersi scorrere quelle immagini sotto gli occhi da uno schermo – continua la sindaca -. Ovviamente nella prima mattinata di domani sarò di nuovo a Viterbo, interrompendo la missione, perché il dolore al cuore nel vedere la facoltà di Agraria bruciare non si può vivere a distanza.

Un abbraccio fortissimo, immenso al Rettore Stefano Ubertini, a tutto il personale dell’Unitus coinvolto: saremo al vostro fianco nella complessa attività di ricostruzione, non solo fisica ma soprattutto emotiva, perché Viterbo è una città universitaria, che dà valore ai luoghi del sapere e della cultura, ai suoi giovani e ai suoi educatori, e anche in questa occasione saprà farlo sentire con tutta la forza di cui questo popolo è capace.

Grazie a Giancarlo Martinengo che nell’emergenza ha egregiamente coordinato per l’amministrazione comunale tutte le operazioni, e ovviamente a tutto il personale dei VVFF, delle forze di polizia, della polizia locale, della Protezione Civile, della CRI, sul campo. Forza Unitus”.

 

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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