Frontini: "Il Trasporto è l’impresa-miracolo che ci insegna ad affrontare uniti le cose"
Frontini
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"In questo 3 Settembre giubilare auguro a tutti noi viterbesi di sentire: sentire l’empatia con l’altro, sentire e vivere la profonda devozione che ci lega alla nostra piccola, caparbia Rosina, sentire e comprendere davvero, appieno, la meraviglia di ciò che accade, ogni anno in questa sera, sotto i nostri occhi e nei nostri cuori".

VITERBO – La sindaca Chiara Frontini ha scritto una lettera ai viterbesi per questo Trasporto 2025, la pubblichiamo integralmente.

Cari viterbesi,
il Trasporto della Macchina di S. Rosa è un evento che rende Viterbo e i viterbesi unici al mondo. Non è un modo di dire, o una frase fatta: è verità. Il fatto umano che accade nei vicoli del nostro centro storico la sera del 3 Settembre è il confine tra un’impresa e un miracolo, e per quanto ricco possa essere il vocabolario della lingua italiana non esiste una parola che possa descrivere appieno questo sentire. Sentire.

È ciò che gli uomini possono fare, insieme, quando sono animati da un obiettivo comune. Una festa che abbiamo il dovere di preservare nella sua versione più autentica, dando valore a ciò che ha più senso, in questi giorni e sempre: l’unità di un popolo. La sua presenza in piazza e per le strade, ordinato, composto, emozionato. Il sostegno e l’incitamento ai Facchini di S. Rosa che compiono l’impresa-miracolo.

Il sentirsi tutti “uno”, che è ciò che ci rende un patrimonio immateriale dell’umanità. È l’eredità più preziosa di Rosa: aver trasmesso alla sua comunità l’importanza dell’unione. Allora per respingere l’assedio di Federico II, e oggi? Oggi la violenza dell’imperatore è rappresentata da qualcosa di più strisciante e subdolo, per questo più difficile – ma non impossibile – da respingere: la violenza dell’imperatore oggi è l’odio, l’invidia, i meschini sotterfugi, la voglia di recare danno in qualsiasi modo alle nostre tradizioni, alla nostra città, in fondo a noi stessi.

I Facchini, con il loro sacrificio, portano sulle spalle non solo una splendida e significativa Macchina, ma anche il diffondersi, da Rosa, del messaggio di unità nell’affrontare il male che deve e può, tradizionalmente, vedere schierati uniti tutti i viterbesi, nessuno escluso, nel rendere vivi i valori identitari del nostro popolo.

In questo 3 Settembre giubilare auguro a tutti noi viterbesi di sentire: sentire l’empatia con l’altro, sentire e vivere la profonda devozione che ci lega alla nostra piccola, caparbia Rosina, sentire e comprendere davvero, appieno, la meraviglia di ciò che accade, ogni anno in questa sera, sotto i nostri occhi e nei nostri cuori. La meraviglia di ciò che siamo, perché il Trasporto è l’impresa-miracolo che si compie questa sera è la rappresentazione di un carattere, di un modo di essere, della nostra storia e delle nostre radici. Radici che fanno quello che siamo oggi. E auguro, a noi viterbesi tutti, di emozionarci nel capire la grandezza di tutto ciò, la grandezza di ciò che la viterbesità più profonda può concepire, creare e preservare ieri, oggi e anche domani.

Buona Santa Rosa, Viterbo.

Chiara Frontini

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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