Frontini: "Il cambiamento è possibile, viterbesi votate per voi"
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VITERBO - "Domenica, non votateci per noi. Votateci per voi stessi. Perché per la prima volta dopo tanti anni questa città è tornata a credere che un cambiamento è possibile. Speranza, amore, visione. Cosa c’è di più potente?".

VITERBO – “C’è un intero sistema attonito che si chiede come tutto questo sia possibile. Noi lo sappiamo il perché. Perché Viterbo, nell’anima, è la città degli etruschi, la città di Raniero Gatti, la città di Rosa. È la città del Conclave, di chi quando ha raggiunto il limite della sopportazione e dello spregio alla dignità sa ribellarsi.

Domenica, non votateci per noi. Votateci per voi stessi. Perché per la prima volta dopo tanti anni questa città è tornata a credere che un cambiamento è possibile. Speranza, amore, visione. Cosa c’è di più potente?

A chi non ha fiducia, a chi crede che “sono tutti uguali”, ai disillusi diciamo: dateci una chance. Non avete nulla da perdere, se non 5 minuti del vostro tempo. Andate a votare domenica, dalle 7 e 23, e mettete una croce sul mio nome. Cambia, eccome se cambia”. Questo il messaggio di Chiara Frontini nella serata di chiusura della campagna elettorale a piazza San Carluccio.

Gli Stati Generali La Fune
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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