
Le urne di domenica ancora sono fumanti. Chiara Frontini chiama a raccolta i suoi e i giornali della città nella sede che da mesi sta macinando lavoro e contatti in quel di via Cavour. Si presenta già diversa. I primi minuti del suo discorso sono cadenzati da ritmo, pause.
Si sta impegnando su tutto quella che fino a ieri era una ragazza alla guida di una lista civica e oggi i voti del primo turno consegnano alla città come possibile sindaco. Dietro la sua squadra, che accarezza chiamandoli “leoni e leonesse”. Davanti agli occhi Giovanni Arena, l’uomo dei partiti. E’ lei stessa a definirlo così.
Si definisci e lo definisce in un gioco di specchi incalzante. “C’è una città che guarda avanti e non si accontenta delle minestre riscaldate. Una città che non si arrende alle clientele. Il 24 giugno la scelta è tra chi è schiavo e succube di Roma, chi si fa imporre le candidature anche se la città non le vuole e chi indossa solo una maglia: quella della città di Viterbo”.
Chiara Frontini sta giocando tutto. L’occasione della vita a un palmo. Un mondo che Viterbo già l’ha governata e che ha senza dubbio esperienza a contenderle il tavolo. Uno sfidante che ha totalizzato il 40% dei consensi al primo turno. Ma Chiara inquadra così la storia: “Oggettivamente siamo la prima forza politica della città. Abbiamo fatto due liste perché eravamo troppi. Tanta gente pronta a dare vita a questo processo di cambiamento. Secondo dato importante è che al ballottaggio si riparte zero a zero e ogni risultato è possibile. Non c’è un calcolo matematico”.
Poi ricalca: “Si riparte zero a zero. La storia di questo territorio racconta che nel 2005 Battistoni a un pugno dal 50 % è stato sconfitto e il risultato ribaltato. E’ la proposta e il candidato che fanno la differenza”. Il numero uno di Viterbo2020 e Viterbo Cambia ringrazia: “Grazie alle migliaia di viterbesi che hanno scelto il cambiamento domenica. Che hanno sostenuta una proposta alternativa, credibile e l’hanno preferita a tutto il malgoverno della città. Noi abbiamo già vinto, adesso tutti insieme dobbiamo far vincere la città di Viterbo. Viterbo vince solo se cambia, la sfida del ballottaggio è centrale. In maniera chiara e trasparente saremo tutti chiamati a scegliere tra futuro e passato”.
“La sfida è più che possibile. Una larga parte dei cittadini viterbesi ha dimostrato che vuole cambiare. Viterbo è stufa e c’è voglia di uscire da solite logiche, stesse facce e imposizioni romane.
Quella Viterbo che vuole cambiare ha una scelta possibile: Chiara Frontini, Viterbo2020, Viterbo Cambia. La storia della nostra città è anche quella delle donne che scrivono il destino di Viterbo, sarà di nuovo una donna a dare speranza e futuro a questo luogo. Come nel 1240 siamo stati liberati dall’imperatore oggi ci liberiamo dalla cattiva politica, il 24 giugno Viterbo si libera dalla cattiva politica”.
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